Strumenti di lavoro_Agenda

“Cose da farsi”

È il significato letterale, proiettato sul futuro: l’agenda è uno strumento che consente di programmare le attività. Evitare sovrapposizioni, evitare (possibilmente) dimenticanze, creare un programma della settimana che sia sostenibile, un buon equilibrio tra vita professionale e privata. Solitamente prevale la prima, ma va bene lo stesso.

Sfogliarla, guardando le settimane a venire, suscita sentimenti contrastanti: appuntamenti che si vorrebbero evitare, quel cliente che non tolleriamo ma da cui volente o nolente in questo momento dipendiamo; appuntamenti che attendiamo, soprattutto sul versante vita privata, ma capita anche in ambito lavorativo e questo rincuora; appuntamenti che vorremmo ma che, soprattutto in questo periodo, non riusciamo a calendarizzare.

Ecco, forse tra tutti, questi ultimi sono i più ansiogeni: gli spazi bianchi nelle settimane a venire.

“Cose da fare (adesso)”

Esecuzione: abbiamo annotato con cura, in matita, come mi ha suggerito all’inizio della mia vita professionale Graziano (perché i programmi cambiano…), ma adesso bisogna “fare”. Ci sono giornate in cui l’agenda è un inseparabile canovaccio, troppo intricato e complesso per essere imparato a memoria. Viene consultata tra un appuntamento e l’altro, ci ricorda il “dove”, il “quando”, il “cosa”, a volte si intravede anche il “perché”.

In altri momenti se ne potrebbe (vorrebbe) fare a meno: giornate lineari, attività di routine che ormai fanno parte di noi.

A volte viene dimenticata: irrequietezza, è certo che riceveremo numerose proposte di incontro e ci troveremo a dire ”la richiamo perché al momento non ho sotto mano l’agenda”.

“Cose fatte”

Beh, qui salta fuori il lato malinconico, un misto fra soddisfazionerimpiantostupore (scritti senza spazi perché è così che li ho percepiti).

A volte sfogliare le settimane passate è imbarazzante: come ho fatto a incastrare tutti gli appuntamenti? Una corsa frenetica per stare in mille situazioni e adesso cosa ne rimane? Rimane, le esperienze fatte rimangono, soprattutto se ci si ritorna sopra e si cerca di rielaborarle, di guardarle con occhi diversi.

Le settimane frenetiche, per me, sono quelle che danno più soddisfazione, anche se sono le più faticose, attraversate in apnea. Magari nel mentre si è lamentosi, stressati, spinosi, ma sotto sotto è così che piace.

Appunti sparsi (aneddoti)

Ho scritto di “cose”, ma nella mia agenda ci sono quasi sempre persone: forse dipende dal tipo di attività, forse è un segno dell’immaterialità dell’epoca (lavorativa) in cui viviamo.

Penso “agenda” e dico “banca”: un tempo veniva regalata indistintamente a tutti i clienti, ora uscire dalla filiale impugnandone una è una sorta di status symbol.

Le agende mandano messaggi, dicono qualcosa di noi: tempo fa ne usavo una in pelle, obiettivamente bella, inadeguata per l’ambito in cui lavoro, troppo formale. Un amico, benestante, me ne ha girata una della banca…va bene così.

Evoluzioni: mi chiedo se l’agenda sparirà, integrata in qualche smart phone. Per alcuni probabilmente è superflua, io credo sopravviverà.

L’agenda è come il panettone: passate le festività il prezzo di mercato crolla paurosamente.

About Alberto Ponza

Lavoro come psicologo in due cooperative sociali: in una coordino un servizio di "Residenzialità leggera" per persone con diagnosi psichiatrica, nell'altra mi occupo di progettazione, sviluppo, supporto gestionale. A questo affianco attività di ricerca e consulenza nell’area della psicologia delle organizzazioni, del lavoro e della salute. Vivo in provincia di Monza e Brianza. Telefono: 388 6072790 Mail: albponza@gmail.com
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3 risposte a Strumenti di lavoro_Agenda

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  2. Anonimo scrive:

    Sono ancora per il cartaceo, mi piace sfogliare le agende anche degli anni passati, verifico impegni, lavori, riunioni cosa è cambiato e cosa è rimasto inesorabilmente uguale.
    Quest’anno ho provato a tenere due agende, la mia adorata classica rigorosamente scritta a matita e quella a pc con tanto di allarmi, sveglie e quant’altro per ricordarmi gli impegni ma alla fine ho desistito……. compilo ancora a mano i cari fogli scritti, riscritti e cancellati …….

  3. mainograz scrive:

    L’idea della matita non è mia.
    Me l’ha suggerita Andrea Bortolotti moltissimi anni fa (e lo ringrazio pubblicamente;-)

    Due segnali
    > Mi trovo spesso senza penne a portata di mano. E per trovare qualcosa per scrivere devo rovistare in fondo allo zaino… in genere saltano fuori matite colorate.
    > Da settembre ho dismesso l’agenda cartacea e sono passato a quella sul computer. Sono parzialmente soddisfatto. Ho perso il contatto con l’agenda tascabile, non possono sfogliare le settimane. Non sono immediatamente disponibile, devo aprire il computer per verificare impegni e disponibilità. Però sento che la memoria è piacevolmente sollecitata…

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