Fusion for a professional writing?

1. Fusione e anime

Fusion Dance di Gotens e Trunk (da Wikipedia)

Torniamo sul tema delle scritture a firma congiunta, questa volta facendo un giro largo e passando per Dragon Ball (mentre uno di noi non si cura dei fumetti, l’altra apprezza gli anime). La digressione potrebbe servire per tematizzare la scrittura collaborativa in internet, coglierne alcuni aspetti, e… rilanciare una proposta. Insomma saremmo interessati ad un confronto.

Tre tipi di fusione

In  Dragon Ball la fusione è una opzione di combattimento che consente a due guerrieri di unirsi fra loro costituendo un unico combattente più forte. La fusione può avvenire in tre principali modi:
- mediante una danza rituale (Fusion Dance o Danza di Metamor);
- attraverso l’uso di orecchini magici (Potara);
- compenetrando corpo e forza (assimilazione Namecciana).

Fusion Dance o Danza di Metamor

Inventata dai guerrieri del pianeta Metamor, la Fusion Dance è una successione precisa di gesti e posizioni che produce la fusione di due individui in un solo guerriero. Per potersi fondere entrambi devono avere caratteristiche fisiche simili e lo stesso livello di forza. Se nel corso della danza vengono commessi errori, la fusione non si realizza o dà origine ad un essere obeso e impacciato oppure gracile e debole. Il guerriero che scaturisce dalla fusione riuscita presenta caratteri di entrambi gli individui che si sono uniti, anche se elementi e tratti di uno dei due tendono a prevalere. La fusione generata dalla Danza di Metamor ha tre caratteristiche: assorbe una grande quantità di energia, è temporanea (dura trenta minuti esatti) e non può essere interrotta, salvo uno dei due combattenti esaurisca tutte le sue forze.

Fusione con gli orecchini Potara

La fusione si ottiene indossando gli orecchini Potara ed più potente di quella che si realizza attraverso la Danza di Metamor: si tratta di una compenetrazione permanente e irreversibile. Per poter essere attivata la Fusione Potara non richiede somiglianze fisiche e livelli di energia equivalenti. I due combattenti, non appena indossano un orecchino sull’orecchio opposto, vengono attratti reciprocamente e una potente forza dà origine a un nuovo guerriero con caratteristiche combinate di entrambi i soggetti originari. Aspetto, abbigliamento, abilità e poteri si mescolano, anche nel guerriero che scaturisce dalla fusione Potara il carattere di uno dei due combattenti tende a prevalere.

Assimilazione (o fusione) Namecciana

L’assimilazione Namecciana è una tecnica usata raramente e dai soli namecciani. Un namecciano assimila energia, forza, ricordi e intelligenza di un altro namecciano. I due guerrieri devono liberamente decidere di fondersi, di norma nel corpo del più forte che non muta di aspetto e personalità, ma acquisisce la forza del guerriero assimilato. L’assorbimento che si determina è irreversibile e diversamente dalle fusioni, il guerriero ospitato si annulla a vantaggio dell’altro trasmettendogli la propria forza e i propri poteri.

2. Appunti di lavoro, a più mani…

particolare del template Annotum

Su Appunti di lavoro stiamo tentando forme di pubblicazioni a più mani. Partecipano all’esperimento Alberto Ponza e Anna Omodei e prossimamente altri colleghi. Con questo post proponiamo di estendere ulteriormente la sperimentazione. Non affrontiamo qui la questione di come materialmente si possa scrivere a più mani (in molti modi, in successione, in contemporanea, a distanza, attraverso wiki…), diamo invece conto della soluzione che abbiamo trovato per co-firmare i post con un ‘meccanismo’ assolutamente primitivo (anche la firma congiunta ha un suo significato nella scrittura collaborativa e forse non trascurabile). Al momento ce la siamo cavata così:

  • la coppia apre un account email con il doppio cognome,
  • scatta una foto insieme (la cosa è complessa, non è semplice fare la foto che comunichi opportunamente un’idea di pariteticità e di colleganza),
  • attiva un Gravatar comune,
  • successivamente si registra su Appunti di lavoro come user singolo,
  • a registrazione avvenuta la coppia, il trio, il quartetto, l’equipaggio, può pubblicare post a firma congiunta.

Come si vede il meccanismo è un po’ farraginoso ma non impossibile (anche questa, a modo suo è una specie di danza). Certo se ci fosse un software…

Quello che pensavamo non ci fosse, c’è.

In un primo tempo avevamo pensato una App che ci sarebbe piaciuto chiamare Fusion: quando due o più persone decidono di scrivere e firmare insieme un post, un sms, o un’email, si lancia questa App che chiede conferme reciproche e poi pubblica il documento in questione a doppia, a tripla firma.
Immaginate che si voglia scrivere un post su un blog e lo si voglia firmare in cinque: si lancia Fusion, questa raccoglie i permessi, unifica i gravatar, chiede di assegnare un nickname collettivo e poi mette in rete un post a firma multipla.
Considerate infatti, che sino ad ora, ciascuno può essere solo identificato individualmente. E non si tratta naturalmente di costruire identità fittizie, quanto di fare un’operazione Fusion, cioè di consentire espressioni identitarie multiple e temporanee. Cioè di permettere l’unione delle forze, per prendere posizione, per esprimere congiuntamente un pensiero, per cofirmare un documento. [Se ci fosse Fusion, adesso tre di voi, che state leggendo, potreste decidere di mandare un'unica risposta collettiva, quale che sia.]
Se avessimo avuto le competenze informatiche ci sarebbe piaciuto progettare un software tipo plug-in, utile nei blog e nei social network (e magari brevettarlo).

Co-authors plug-in

Ma il plug-in esiste già (dal 2005) e noi non lo sapevamo. Al momento non è installabile su template residenti in WordPress.com (template gratuiti), quindi non possiamo attivarlo in Appunti di lavoro.
In ogni caso, a proposito di questo plug-in, ci piacerebbe poter studiare come funziona: sotto il profilo relazionale e produttivo, e quali esperienze produce. Come si comprende, siamo curiosi di collegare il tema della scrittura, con il tema di internet 2.0, con il tema della collaborazione, con il tema…

Annotum template

Non solo c’è un plug-in, ma anche un template. Se utilizzassimo il template Annotum potremmo co-firmare gli articoli. Già oggi, con un qualsiasi template è possibile usare la funzionalità bozze per scrivere a più mani. Con Annotum è possibile chiedere revisioni reciproche (cosa leggermente diversa dall’uso dei wiki), pubblicare post e articoli (due forme testuali diverse), incrementare i supporti che favoriscono la scrittura collaborativa e… firmare congiuntamente i testi con una facilità incredibile.

Quindi?

Non solo la possibilità materiale di condividere i processi di scrittura, ma anche la possibilità di firmare congiuntamente post e articoli è un elemento che può favorire la collaborazione nella costruzione di conoscenze, consentendo alle persone coinvolte di rendere visibili apporti e corresponsabilità.

3. Post Scriptum

  • Cosa c’entra Dragon Ball con il ragionamento relativo alla firma congiunta?
  • Che differenza c’è tra scrivere insieme e firmare insieme?
  • Che senso ha firmare con i propri nomi in ordine alfabetico o con il nome del più anziano, famoso, titolato, emergente, in prima posizione?
  • Che senso ha firmare con un nome collettivo (cfr. Wu Ming e Giap)?
  • Che relazione c’è tra una buona produzione a più mani e il vedere riconosciuta l’autorialità del prodotto (paternità o maternità che sia)?
  • Che rapporto c’è tra la questione della proprietà delle conoscenze e il valore che queste hanno nel mercato del lavoro 2.0?
  • Preferiamo una fusione temporaneamente metamorfica, una compenetrazione irreversibile o la devoluzione dell’identità?
  • Che altro?

Informazioni su Salaris&Maino

Coniugi.
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Una risposta a Fusion for a professional writing?

  1. Mariachiara Parisi ha detto:

    Io credo sia una bellissima sfida quella della fusione! La chiamo “sfida” perché credo sia più complesso realizzare un post congiunto rispetto a uno individuale. Porto la mia esperienza da universitaria: i lavori di gruppo sono sempre un’occasione di crescita, anche se sono più faticosi e richiedono più tempo ed energie. Permettono di creare idee nuove, semplicemente mettendo insieme i pezzi che provengono da ognuno; permettono il confronto e permettono di arricchirsi. Secondo me tutti e tre i tipi di fusione potrebbero trovare una traduzione operativa..a seconda delle esperienze, degli argomenti e delle persone coinvolte ci può essere una maggiore o minore prevalenza dell’uno sull’altro.

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