Avvicendamenti e conciliazione, due questioni sicuramente interessanti e aggiungeremmo anche attuali, che stanno catturando la nostra attenzione a livello di studio, ricerca e scrittura e che desideriamo approfondire in questo e in successivi contributi, esplicitando i punti di contatto tra le due tematiche.
Già Eleonora Cirant nel post: “Avvicendamenti e maternità 2/Asso di coppe, asso di bastoni?” metteva in luce il legame tra avvicendamenti e conciliazione. La famiglia, nelle sue diverse forme, è la prima organizzazione di cui siamo parte e gli avvicendamenti al suo interno sono alla base della conciliazione tra lavoro in casa e lavoro fuori casa, tra lavoro remunerato e lavoro non remunerato.
Nelle organizzazioni lavorative s’incontrano avvicendamenti (a livelli intermedi ed apicali), transizioni (di compito e di ruolo), passaggi (di consegne e di mandato) spesso poco tematizzati. E se si guarda al tema degli avvicendamenti in una prospettiva di genere viene da chiedersi: quale partecipazione femminile negli avvicendamenti? Solo nei ruoli intermedi, principalmente avvicendamenti per maternità – come dimostrano le interviste che abbiamo realizzato – o anche nei ruoli apicali?
Uno degli obiettivi delle politiche di conciliazione si concentra sul facilitare l’ingresso e la permanenza delle donne nel mondo del lavoro. Tuttavia, nonostante questa aspirazione, la situazione attuale evidenzia come le donne, restando le principali responsabili del lavoro di cura dei figli e dei familiari anziani, incontrano molteplici difficoltà: in ingresso, a mantenere un impiego retribuito dopo la maternità e a raggiungere livelli apicali e ruoli di responsabilità in più fasi della vita.
La necessità e la fatica tutta femminile di conciliare è ben rappresentata “dalle donne e dalle nonne sandwich” come le definisce la sociologa Chiara Saraceno, schiacciate tra la cura dei figli o dei nipoti da un lato e l’assistenza dei familiari più anziani dall’altro.
Già oggi, e in futuro sarà sempre più evidente, sta venendo meno la catena di sostegno tra donne appartenenti a differenti generazioni. Queste le ragioni: il calo demografico, l’allungamento delle prospettive di vita, una maggiore partecipazione delle donne al mondo del lavoro, l’aumento della precarietà degli impieghi.
La conciliazione oggi pervade la vita delle donne: ma quali saranno in futuro modalità e strumenti sostenibili?
Per concludere questo post introduttivo segnaliamo i temi che vorremmo esplorare nei prossimi contributi:
- come vivono donne e uomini il tema della conciliazione? Quali fatiche? Quali soluzioni? Quali supporti?
- si può pensare ad una divisione dei ruoli simmetrica (o complementare) in famiglia?
- in tema di conciliazione:
- qual è il ruolo dei singoli?
- qual è il ruolo delle organizzazioni lavorative?
- quale ruolo giocano invece Stato, Regioni e amministrazioni locali?
- quali le buone prassi organizzative in tema di conciliazione?
- quale spazio per il management femminile?
- quale partecipazione femminile negli avvicendamenti?
- quante donne in Italia nei ruoli decisionali e di responsabilità?
Ci aggiorniamo nei prossimi post!
