Graziano Maino

Mi è più facile orientarmi in quello che faccio quando riordino la libreria.
Un ordine temporaneo, si intende.
Ma pur sempre un momento di pace.
E allora mi sembra possibile identificare le aree di lavoro (di interesse) e poter dire(mi) di cosa mi occupo:
- organizzazione
- tempo
- scrittura (ma anche comunicazione e marketing)
- formazione
- responsabilità
- bilancio sociale
- qualità
- valutazione
- partecipazione
- ricerca e metodologie
- psicosociologia
- identità
- antropologia
- lavoro (condizioni di lavoro, inserimento al lavoro)
E poi ci sono libri che è chiaro che si deve scegliere in quale scaffale infilare, ma che sono libri di contatto (un po’ tutti lo sono, ma alcuni di più).

E quando riordino, mi accorgo che tutto ha un limite: non ci si può occupare di tutto e che non c’è paragone fra i pochi libri che possiedo (e di alcuni potrei fare a meno senza problemi) e la vastità delle cose che sarebbero interessanti da avvicinare.

In ogni caso, in questo momento (e per un po’ credo) i miei interessi più ‘demanding’ intrecciano:
- l’innovazione e innovazione tecnologica  (in campo sociale)
- gli avvicendamenti nei ruoli di autorità intermedia e apicale (non solo nel nonprofit)
- le valutazioni degli organi di governo (everywhere)
- il benessere (il malessere) organizzativo (e non è facile passare dalle rilevazioni e ai… tentativi di intervento;-)

E, come un sostrato subsidente c’è il tema della scrittura nelle organizzazioni (ma va’!).