Libertà e mezzi di informazione

Nella società della comunicazione, il controllo dei mezzi di informazione rappresenta certamente un indubbio vantaggio per chi lo detiene.

Se al controllo dei mezzi di comunicazione si aggiunge quello dei sistemi di archiviazione, la frittata è fatta: chi dovesse detenere un simile potere, metterebbe seriamente in pericolo l’essenza stessa della democrazia grazie al suo indubbio potere di condizionamento, e, peggio ancora, la libertà individuale, disponendo di un universo di informazioni su ogni singolo individuo.

Infine, il linguaggio deve essere libero e disponibile a tutti per antonomasia. Non è un caso che Orwell, nel suo libro – capolavoro “1984”, attribuisse importanza fondamentale al fine del controllo sociale alla creazione di una “neolingua”.

L’informatica, ormai, non è più questione che riguardi pochi tecnici specialisti, ma è utilizzata da tutti continuamente; da qui la necessità che ne venga fatto un utilizzo consapevole, e che tutti abbiano la possibilità di apprendere alcune nozioni di tipo etico, prima ancora che tecnico.

Alla luce di quanto sopra esposto, elencherò ora quattro libertà che qualcuno considera fondamentali, con preghiera di fermarsi a meditare, per condividere o contestare. Si tratta di quattro punti fondamentali, necessari perché il software possa essere considerato “libero” (e libero possa essere considerato chi lo utilizza):

  1. libertà di eseguire il programma per qualunque scopo;
  2. libertà di studiare come funziona il programma e di adattarlo alle proprie esigenze;
  3. libertà di ridistribuire copie del programma;
  4. libertà di migliorare il programma e di distribuire tali miglioramenti.

Nei sistemi operativi proprietari:

  • la libertà 1 non è esercitabile in quanto il programma non viene normalmente venduto al cliente (che quindi non ne acquisisce la proprietà), ma “concesso” per i soli usi e con le limitazioni stabilite dal produttore (perché mai nessuno si sofferma cinque minuti a leggere le licenze prima di accettarle?);
  • la libertà 2 non è esercitabile in quanto il codice sorgente non è disponibile, ma è tenuto segreto;
  • la libertà 3 non è esercitabile perché diversamente si infrangerebbero le rigide regole del copyright;
  • la libertà 4 non è esercitabile per la sommatoria dei vincoli alle libertà 2 e 3.

Poiché stiamo ragionando di libertà in informatica, ne mutuerò da Wikipedia la definizione:
“Per libertà s’intende genericamente la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, usando la volontà di ideare e mettere in atto un’azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto.”
Quello della libertà è un concetto facile da enunciare, difficile da praticare. Cominciare a dotarsi degli “strumenti utili a metterla in atto” è sicuramente un buon inizio.

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3 risposte a Libertà e mezzi di informazione

  1. mainograz ha detto:

    Il post mi suscita pensieri contrastanti. Spiego perchè spostando leggeremente l’oggetto. Noi produciamo scritture che contengono idee, pensieri, conoscenze, spunti… e li rendiamo disponibili su internet (anzi ci sforziamo di renderci rintracciabili). I materiali che produciamo sono accessibili, liberamente. In certo modo produciamo (pezzi) di software che non blindiamo con vincoli di copywrite. Facciamo bene? E se qualcuno prende le nostre idee e le rivende(!) in formazione, in consulenza, le riadatta e le pubblica in un suo testo?
    Come possiamo condividere senza venire espropriati?
    Pensieri seplici(stici)?
    Anna Omodei andrà nei prossimi giorni ad un convegno sulla proprietà intellettuale…
    Sara Barbè e Paolo Rossi conoscono il tema…
    Altri ‘appuntatori/trici’ sicuramente avranno esperienze e conoscenze…
    Che libertà d’uso dei materiali inseriamo in Appunti di lavoro?
    ;-)

    • albertoponza ha detto:

      Propongo una lettura delle licenze Creative Commons:
      http://www.creativecommons.it/Licenze

      Cliccando su “Commons Deed” si trova una descrizione delle differenti tipologie.

      Una volta scelta la licenza che si vuole applicare è possibile creare un’icona, da inserire in home page, che consente al visitatore di sapere quali sono le limitazioni d’uso previste.

      • mainograz ha detto:

        Ciao Alberto,
        ho guardato il sito che suggerisci.
        Forse sarebbe opportuno uno specchietto comparato e una votazione fra i/le partecipanti al blog, così da decidere insieme…
        Vede se riesco a preparare una tavola sinottica e a lanciare un sondaggio.
        Grazie della segnalazione.
        Graziano:-)

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