Leggere dentro l’economia. Insomma ho gli appunti giusti?

In Italia capita che, quasi per ogni argomento, il confronto civile sia obbligato a schierarsi, a prendere posizioni più o meno estreme. Pare che si possa solo essere pro o contro. In campo economico vale la stessa logica, sono spesso assenti dai media le riflessioni, le analisi, gli approfondimenti, il dibattito serio e utile. E allora un dato sull’inflazione, sulla produzione industriale, sulla disoccupazione, sulla crescita del prodotto interno lordo, sulla competitività delle imprese o il comportamento di un’azienda che fa auto a Torino viene commentato alla stregua di una partita di calcio… “il rigore c’era, non è vero, si ma era fuorigioco, ma l’arbitro fischia sempre contro…”. Ciò rappresenta un problema, per chi vuole capire, per chi con l’economia ci lavora, per chi deve compiere delle scelte. In generale ciò non è utile per il Paese.

Con questo post vorrei “pubblicizzare” alcune fonti informative che invece cercano di muoversi in una direzione differente, fornendo qualche strumento di approfondimento utile a capire l’enorme flusso di dati/informazioni che ci colpisce sovente senza filtri intelligenti.

Partiamo da http://www.lavoce.info/  Il loro impegno è di “cercare di informare e di offrire uno strumento di approfondimento per chi non si accontenta del giudizio sommario e delle parole d’ordine… Informiamo e, soprattutto, proponiamo analisi indipendenti di fatti e notizie, con lo scopo di offrire un servizio utile a tutti coloro che accettano di misurarsi, senza pregiudizi, su questioni complesse.” Direi che anche le parole dell’economista Mario Monti ne inquadrino bene l’utilità “…Rallegramenti di cuore, e grazie, a chi ha inventato lavoce.info, a chi la tiene chiara e forte, a chi dà vita a questa comunità di dibattito e di proposta. Una comunità che si sforza di capire e che aiuta a capire.”

Se si preferisce uno sguardo più ampio suggerirei http://www.voxeu.com/ si tratta di un portale fondato dal Centre for Economic Policy Research (http://www.cepr.org/ un network di più di 700 ricercatori delle principali Università Europee) in collaborazione con un consorzio di siti nazionali, istituzioni e l’Unione Europea. L’obiettivo è di promuovere analisi e ricerche qualificate da parte di professionisti.

Saltando poi dall’altra parte dell’Oceano, in USA, per vedere come da lì è visto il nostro Paese da professori e ricercatori in campo economico nostri “compaesani” che vivono in America, abbiamo http://www.noisefromamerika.org/  Quello che ha spinto i fondatori a iniziare questo blog è lo stato a loro avviso delirante del dibattito di politica economica (e spesso del dibattito politico-culturale in generale, ma su questo siamo meno competenti) in Italia. In questo tipo di discussioni spesso gli attori hanno forti interessi, materiali e ideologici, che li portano a cercare di distorcere i fatti e le posizioni altrui. La peculiarità italiana sta nel fatto che molti politici, sindacalisti, imprenditori, giornalisti, accademici e opinion makers in generale sembrano essere completamente ignoranti del metodo e dei risultati delle scienze economiche e sociali. Suggerendo gli strumenti a nostro avviso più appropriati e rigorosi per analizzare i problemi del momento, sia, ogni tanto, sollevando noi stessi qualche discussione su questioni di fondo.

Vi segnalo anche un sito che svolge un’attività di denuncia, di sensibilizzazione, di pressione, di animazione politica e culturale affinché la politica, l’economia e la società si indirizzino verso la realizzazione dei principi della solidarietà, dell’eguaglianza, della sostenibilità, della pace: http://www.sbilanciamoci.org/ La campagna Sbilanciamoci! parte dal presupposto che è necessario cambiare radicalmente la prospettiva delle politiche pubbliche rovesciando le priorità economiche e sociali, per rimettere al centro i diritti delle persone, di un mondo più solidale e la salvaguardia dell’ambiente anziché le esigenze dell’economia di mercato fondata su privilegi, sprechi, diseguaglianze. Nei suoi sette anni di attività, la campagna ha elaborato strumenti di ricerca, analisi critica e proposta che sono parte essenziale della sua attività di informazione, pressione politica e mobilitazione.

Infine permettetemi di segnalare anche, Luigi Zingales, Professore di Entrepreneurship and Finance alla Graduate School of Business dell’Università di Chicago, ricercatore del National Bureau of Economic Research, del Center for Economic Policy Research e  dello European Corporate Governance Institute. I suoi principali ambiti di ricerca sono la teoria dell’impresa, le cause e gli effetti dello sviluppo finanziario e la corporate governance. Ha pubblicato per le maggiori riviste scientifiche economiche e finanziarie e, recentemente, ha il libro “Saving Capitalism from the Capitalists”. Collabora con l’Espresso e il  Sole 24 Ore. Il suo sguardo lucido, spesso originale e non conformista, lo rende di facile e comprensiva lettura. Inoltre è forse l’unico economista italiano che figura tra i papabili per ricevere il premio Nobel.

Non ho voluto proporre “fonti di verità assoluta”, come in ogni materia la cosa importante è lo sguardo critico, ma approfondito e trasparente, credo che questi spunti e strumenti di informazione permettano di affacciarsi al complesso mondo dell’economia in modo più sicuro e con la capacità di meglio comprendere la grande mole di informazioni che ci piove addosso.

Informazioni su Giancarlo Ottaviani

Mi sono laureato in Economia presso l'Università Cattolica di Milano. Lavoro come consulente per gli investimenti presso la Banca di Credito Cooperativo di Carugate e Inzago. Mi interessano molto gli studi economici, in particolare lo sviluppo sostenibile in tutte le sue varie dimensioni. Adoro viaggiare, leggere, vedere serie TV.
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2 risposte a Leggere dentro l’economia. Insomma ho gli appunti giusti?

  1. mainograz ha detto:

    Oggi ho riletto il post.
    Mi sono detto, lasciami fare un giro su questi siti/blog citati.
    Su quello de lavoce.info ho trovato interessantissime informazioni sull’innovazione a scuola.
    Così ho fatto un post sul blog del Coordinamento della mia città per la scuola pubblica http://unitiperlascuolabrugherio.wordpress.com/.
    Qualche mese fa Rossella aveva segnalato l’importanza delle connessioni e degli interrutori/attivatori.
    Oggi è andata proprio così.
    Segnalo un rapporto di ricerca sull’e-learning e l’apprendimento continuo degli adulti scritto da Daniele Checchi che è un economista che si occupa di scuola e formazione. Il rapporto che ha scritto è utile per chi ha i figli a scuola e per chi si occupa di formazione per tirare grandi i figli… (tra gli/le appuntatori/trici non sono l’unico:-)

  2. vittorio ha detto:

    grazie! quello che ogni giorno serve sempre di più è un’azione puntuale di orientamento nella massa disordinata di informazioni che ci avvolge e ci modella. Tutti affamati davanti a immense tavole apparecchiate: quale sarà il cibo più buono? in quale gli ingredienti più freschi? e come sarà stato confezionato? tanti asinelli di Buridano all’aperitivo!!!

    vittorio

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