Hacker o Cracker?

Dopo Fazio e Saviano, anch’io nel mio piccolo riferisco un elenco: elenco di tipo assiologico.

  • Passione
  • Libertà
  • Coscienza sociale
  • Verità
  • Anti-corruzione
  • Lotta contro l’alienazione dell’uomo
  • Eguaglianza sociale
  • Accesso libero all’informazione
  • Valore sociale
  • Accessibilità alla rete
  • Attivismo
  • Responsabilità
  • Creatività

Parole grosse!
No, l’elenco non è mio, questi sono i principi fondamentali che ispirano Himanen nella sua opera “L’etica hacker e lo spirito dell’età dell’informazione” (prefazione di Linus Torvalds).

Ma come?
Io credevo che gli hackers fossero dei pericolosi criminali, vandali o pirati informatici, dotati di grandi competenze tecniche; personaggi loschi, appartenenti all’immaginario collettivo, che dal profondo dei loro scantinati si ingegnano per eludere i sistemi di sicurezza informatici al fine di trarne guadagno. Non è così.

Esiste, anzi, un’etica hacker, che identifica questi “eroi” come coloro che con grande passione ed entusiasmo lavorano per il benessere collettivo. Definizione, quindi, applicabile ai più diversi ambiti, oltre a quello informatico dove normalmente si trova applicata, e per giunta troppo spesso con significato erroneamente negativo.

Hacker è chi utilizza le proprie (notevoli) capacità per aiutare, non per creare danni. Viceversa, cracker è colui che le utilizza per distruggere.

Nel secondo capitolo del libro di Levy “Hackers, gli eroi della rivoluzione informatica”, sono descritti alcuni principi che sono propri delle comunità virtuali:

  • L’accesso ai computer – e a tutto ciò che potrebbe insegnare qualcosa su come funziona il mondo – dev’essere assolutamente illimitato e completo. Dare sempre precedenza all’imperativo di metterci su le mani!
  • Tutta l’informazione deve essere libera.
  • Dubitare dell’autorità.
  • Promuovere il decentramento.
  • Gli hackers dovranno essere giudicati per il loro operato, e non sulla base di falsi criteri quali ceto, età, razza o posizione sociale.
  • Con un computer puoi creare arte.
  • I computer possono cambiare la vita in meglio.

In conclusione, dunque, impariamo a distinguere l’etica hacker dall’aberrazione cracker, e liberiamo, ognuno nel nostro ambito, il piccolo hacker che c’è in noi.

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Una risposta a Hacker o Cracker?

  1. roxeli ha detto:

    Grazie Claudia, per la segnalazione di questo libro interessante.
    Credo che quanto tu riporti del secondo capitolo non possa che ricordare quanto è stata importante l’azione di blogger (certo anche un po’ hacker) che hanno fatto rete a tutto ciò che è successo in Egitto.
    La tecnologia e l’uso che le persone ne hanno fatto ha consentito di non cedere al silenzio, alle negazioni che le autorità hanno tentato di mettere in campo, ha costruito reti di solidarietà preziose ed indispensabili!
    E visto che Tommaso, il mio “figlioletto” di 11 anni, ogni tanto dichiara di voler fare l’hacker il tuo post mi da anche speranza per il futuro!

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