Doppia firma nella scrittura professionale

Che significato hanno nella scrittura professionale i documenti a doppia firma? In genere indicano una responsabilità congiunta rispetto a quanto viene espresso nel testo del documento. E quali sono i documenti che vengono sottoscritti da più soggetti? Gli accordi e i contratti: con la firma le parti si impegnano reciprocamente. Ma anche alcune comunicazioni possono venire sottoscritte a più mani: volantini o locandine, articoli o lettere: i sottoscrittori condividono quanto viene affermato e lo esprimono con una unica voce.

Rimanendo sulle generali

Prendiamo il caso delle lettere a doppia firma in campo professionale (rimanendo per ora sulle generali).

Non è infrequente che i titolari di uno studio associato firmino congiuntamente le lettere che inviano ai loro clienti, alle loro controparti, ai loro interlocutori. In questo caso l’obiettivo perseguito dagli scriventi potrebbe essere quello di comunicare una presenza e un’attenzione congiunta. La doppia firma equivale a dire: «su questa commessa, caso o attività, siamo presenti entrambi e congiuntamente impegnati».

Un secondo motivo potrebbe essere quello di dare un segnale di forza. Anche se non sempre nella realtà la pratica o il lavoro verrà svolto a quattro o più mani, in ogni caso l’impegno sarà frutto di una convergenza di idee e di impegno.

Una terza ragione per moltiplicare le firme potrebbe essere quella di coinvolgere un professionista junior e accreditarlo con la presenza (firma) del professionista senior più affermato o conosciuto. La firma plurima significa un’assunzione di responsabilità solidale e rassicura clienti o partner rispetto alla qualità delle attività.

Avvocato e cliente

Un’ulteriore possibilità la ritroviamo in campo legale. È il caso dell’avvocato che co-firma con il cliente la lettera. Naturalmente non tutte le lettere vengono sottoscritte da legale e cliente. In alcune lettere la firma di entrambi è però opportuna. Ad esempio quando si recede dai contratti, quando si accettano o si propongono delle transazioni; in questi casi la firma del legale affianca e rinforza le intenzioni del cliente.

Tuttavia, non è frequente trovare nelle lettere la doppia firma: in fondo l’avvocato ha ricevuto il mandato e scrive in nome, per conto, nell’interesse del cliente, lo ha ascoltato, lo ha informato rispetto a quello che intende scrivere, gli ha letto lo scritto, perché allora far firmare anche il cliente?

Ci pare che la doppia sottoscrizione possa essere introdotta per diverse ragioni. II legale potrebbe avere l’esigenza di rendere il cliente più consapevole rispetto alle richieste avanzate, alle posizioni prese, alle affermazioni espresse. La richiesta di apporre la firma può essere usata dal legale per sollecitare il cliente ad assumere una posizione attiva e responsabile ottenendo contemporaneamente l’effetto di promuovere l’attività consulenziale che l’avvocato svolge.

Un altro motivo che, dal punto di vista pratico, sembra avere maggiore rilevanza nella richiesta all’assistito di apporre la propria firma, riguarda strettamente la relazione avvocato/cliente. L’impressione è che alcuni clienti coinvolti in conflitti legali vivano questa esperienza come fonte di ansia e ricerchino rassicurazioni interpellando diversi interlocutori (amici, conoscenti, altri professionisti, persone incontrate casualmente), finendo per cambiare spesso i propri punti di vista, fino ad arrivare a contestare il lavoro svolto dal legale, in particolare se gli esiti della vertenza sono negativi o non attesi.

La doppia firma in questo caso serve da un lato a tutelare l’avvocato rispetto a contestazioni che possono subentrare: il professionista si pone nelle condizioni di poter dimostrare d’avere agito concordando le proprie azioni insieme al cliente. D’altro canto si instaura un legame più forte, un vero e proprio contratto psicologico cliente/avvocato: il cliente appone la propria firma definendo, rendendo inamovibile, quanto scritto e quanto concordato con l’avvocato, come se confermasse – ad ogni sottoscrizione – il conferimento del mandato.

Micro aspetti scritturali, comunicativi e persuasivi

L’ordine conta e comunica. Si mette prima il cliente e poi il professionista?
Innanzi tutto la doppia sottoscrizione può essere annunciata in apertura della lettera. Il lettore viene immediatamente informato che quanto scritto è la ‘somma’ di due volontà, quella del cliente che ha preso la decisione e quella del professionista che la conferma.
Ma chi sottoscrive per primo?
In genere prima il cliente e poi il professionista che oltre a dare peso alle argomentazioni attesta l’autenticità della firma dell’assistito.

Domande

Quali altre situazioni professionali (o organizzative) richiedono la doppia firma?
Per quali scopi?
E con quali soluzioni tecnico-retoriche?

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Coniugi.
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