Crisi: la generazione che paga il conto.

... spero Vauro non si offenda per il furto.

Un’interessante articolo da LaVoce.info analizza la situazione economica italiana dal punto di vista di quale sia nell’arco delle ultime tre generazioni (nonni, genitori, figli) quella che si trova a pagare il conto più salato. E purtroppo si tratta della “nostra”.

L’Italia è uscita dalla Seconda Guerra Mondiale devastata ma non distrutta. Quello che il nostro Paese è riuscito a fare (anche grazie alla cooperazione internazionale) è stato giustamente definito “miracolo economico”. Per semplificare potremmo dire che questo boom sia durato fino a metà degli anni ’60.

Successivamente l’Italia ha iniziato ad accumulare un debito via via sempre più grande fino alla fine del secolo scorso. Indebitarsi non è di per sé un problema, basti pensare ad un’azienda che chiede un fido per poter portare avanti la propria attività, oppure ad una famiglia che utilizza un mutuo per acquistare la casa.

Purtroppo in Italia il debito non è stato utilizzato totalmente a fini produttivi: i soldi che abbiamo preso in prestito sono andati molto spesso in impiego pubblico (l’Italia vanta dei tristi record mondiali per il numero di dipendenti pubblici) e pensioni (soprattutto quelle brevi e legate a privilegi). Grazie al semplice e dettagliato articolo di “La Voce” si evince che ne hanno beneficiato maggiormente i nati all’incirca nel decennio 1940-1950.

Purtroppo a pagare il conto saranno i loro figli. Come? Con maggiori tasse, più insicurezza sociale e lavorativa ma anche con minori servizi. I tagli alla spesa previsti dalle recenti manovre per istruzione, sanità e trasporti colpiscono infatti di più questa generazione già economicamente meno tutelata. Certo la questione è più complicata e l’analisi intergenerazionale non è semplice, soprattutto quando riguarda momenti storici molto diversi tra loro.

Come sottolinea l’articolo, la situazione attuale è anche incentivata dal fatto che in Parlamento e in molti centri decisionali i padri e i nonni continuano a essere meglio rappresentati dei loro figli. Vi suggerisco di leggere il breve e abbastanza semplice (anche per i non avezzi alla micro o macro economia) intervento e soprattutto il dibattito che ne scaturisce dai numerosi e variegati commenti.

Se potessimo confrontarci anche qua, sugli “Appunti”, non sarebbe male.

Come spesso capita con l’economia, le questioni non sono quasi mai semplici e lineari (ce lo ricorda anche l’immagine di Vauro), soprattutto nell’arco di decenni e all’interno del quadro della globalizzazione. Quello che è necessario è che il dibattito porti a scelte sagge e il più possibile condivise anche tra generazioni, per il futuro sereno della nostra nazione.

Informazioni su Giancarlo Ottaviani

Mi sono laureato in Economia presso l'Università Cattolica di Milano. Lavoro come consulente per gli investimenti presso la Banca di Credito Cooperativo di Carugate e Inzago. Mi interessano molto gli studi economici, in particolare lo sviluppo sostenibile in tutte le sue varie dimensioni. Adoro viaggiare, leggere, vedere serie TV.
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