Alle radici del significato

Indubbiamente la storia è spesso ingrata e la memoria opera delle selezioni non facili da giustificare.
Capita che uomini tutto sommato ordinari vengano ricordati con onori e onorificenze, mentre altri, molto più capaci e meritevoli, vengano dimenticati.
E’ una riflessione che mi è capitato di fare spesso da quando, qualche anno fa, occupandomi di metodologie riabilitative per le cerebrolesioni, ho incontrato il pensiero di Charles Bliss.
“Charles Bliss, chi era costui?”
Era un ebreo austriaco nato alla fine dell’ottocento, ingegnere chimico che, per varie vicissitudini inerenti alla seconda guerra mondiale era giunto profugo a Shangai.
In Cina familiarizzò con la scrittura ideografica ed ebbe modo di riflettere sulla natura degli uomini.
Per Bliss, le guerre e i conflitti in generale erano causati dalle incomprensioni e dall’uso demagogico della parola da parte dei politici i quali sapevano ben sfruttare le caratteristiche di un linguaggio, il nostro, che non aveva alcun riscontro analogico con la realtà: il significante (la forma espressiva della parola) non aveva alcun legame con il significato.
Da allora si dedicò anima e corpo alla creazione di un linguaggio ideografico che potesse consentire all’umanità di superare le incomprensioni tra gli uomini e dimenticare per sempre le guerre.
Il suo libro Semantography è ormai introvabile ed è un grande peccato: si assiste letteralmente alla costruzione di un mondo all’interno di qualche centinaio di pagine.
Bliss, infatti, per facilitare la comprensione dei suoi simboli, si ispira alla fenomenologia naturale.
Individua tre ordini di significati (la dimensione oggettuale sensibile, l’azione e la valutazione umana) che correla alle dimensioni spazio temporali.
Insomma, per Bliss il mondo è costituito da cose che compiono azioni in un certo modo e in uno spazio.
A prima vista i simboli Bliss possono sembrare difficili e oscuri (come quello dell’immagine sopra riportata). Ma, in realtà, è un linguaggio che nella cinquantina di simboli principali viene imparato senza nessuna fatica da bambini di età prescolare e da persone con disabilità intellettiva.

I simboli Bliss sono analogici e fenomenici (sembra di vedere ciò che avviene). Sono simboli fortemente semantici:

     

Il cane

corre

dalla mamma

I simboli Bliss sono anche fortemente semantici:

   

Donna

Uomo

I simboli Bliss per Donna, legato al triangolo simbolo universale di creazione, e di Uomo, legato al principio di attività (per Bliss la forma conica del vulcano)

A mio parere, sono anche poetici:

   
Cos’è il Gioco? Un attività che fa bene al cuore La Paura: un sentimento negativo che riguarda l’incertezza verso il futuro

Bliss inviò il suo monumentale lavoro a rappresentanti governativi ed istituzioni internazionali, ma ne ricavò riconoscimenti solo accademici (tra i quali un commento entusiastico di Bertrand Russel).
Il suo lavoro non cambiò il mondo, come aveva sperato, ma, indubbiamente, cambiò la vita di molte persone diversamente abili (e delle loro famiglie) alle quali contribuì a donare una voce.

Oggi, a mio modo di vedere, il suo pensiero è più che mai attuale.
Al di là degli aspetti utopici, come non avvertire che i pericoli di confusione informativa, comunicazioni  demagogiche e manipolazioni linguistiche sono assolutamente all’ordine del giorno?
L’attuale crisi economica e la sua gestione ne sono un esempio illuminante….a proposito, come illustrereste il significato della parola “Crisi”?

Conoscere i simboli Bliss stimola chi è a contatto con differenti organizzazioni e, per diverse ragioni, ne incontra la conflittualità quotidiana, a riflettere su quanta parte dei conflitti si verifica perché, come sosteneva Charles Bliss, le persone non si intendono sui significati.
Tutti noi usiamo quotidianamente, nel nostro ambiente lavorativo, parole come: Responsabilità, Autonomia, Senso critico, Competenza, Gerarchia… ma saremmo capaci di illustrarne il significato?
Siamo proprio sicuri che il nostro gruppo di lavoro condivida le sfumature di senso e abbia ben chiaro cosa sia, per esempio, la “Responsabilità” per ogni membro del gruppo stesso?
Quante volte queste sfumature individuali generano conflitti?

Trovo che sia un esercizio molto utile fermarsi di tanto in tanto e riflettere sui significati delle parole che si usano.
Agganciate alla “semantica illustrata e personale” di ogni parola si trovano molte cose: la nostra esperienza, le nostre emozioni, le nostre aspettative, la nostra cultura di provenienza.
Sicuramente possiamo giungere a conoscere meglio noi stessi.
Forse riusciamo anche a litigare un po’ meno;-)

PS
La maggiore conoscitrice italiana dei simboli Bliss è la Dottoressa Maria Luisa Gava, geniale psicologa del campo riabilitativo, che ringrazio per gli insegnamenti (tutt’ora in corso:-).

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2 risposte a Alle radici del significato

  1. Uoràa ha detto:

    Quindi sarei curiosa di sapere la parola crisi cm è raffigurata?!:) e sarei curiosa anke di vedere e leggere questo libro!:(

    • davidevassallo ha detto:

      Il libro è fuori catalogo, si potrebbe provare nelle biblioteche universitarie.
      Segnalo però questo link che ne riporta alcune scansioni: http://www.the-symbols.net/semantography/
      Rispetto alla simbolizzazione della “crisi”: credo che la potenza dei simboli Bliss sia la possibilità di combinare simboli elementari in concetti complessi, esplorando la valenza personale di tali costrutti.
      Questa possibilità differenzia i simboli Bliss da altri linguaggi simbolici, che tendono ad essere pittografici e/o iper codificati: mi risulta che Charles Bliss si battè contro i tentativi (tutt’ora in atto, purtroppo) di irrigidire oltremisura il suo sistema simbolico.
      Andare a scavare sotto le etichette linguistiche, colorandole con la propria semantica personale, ci potrebbe poi aiutare a limitare le incomprensioni e i conflitti dovuti ai differenti significati che le persone attribuiscono alle parole.
      Perciò rilancio: costruiamo assieme il Suo simbolo Bliss per la parola “Crisi”.
      Cosa intende Lei per Crisi? Provi a definirla in concetti più elementari.

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