Ricordati le foto…

In genere ci si pensa dopo…

Quando si scrive un post, spesso non si pensa alle foto. Si lavora sul testo, si scrive, si rivede, si cambia, si aggiusta. E quando più o meno ci siamo, salta fuori la questione della foto. Ah, già la foto…
L’impostazione canonica dei post (non l’unica) è quella che prevede un testo accompagnato da una immagine (questo è un post! Come un tema con il disegno alle medie).
L’immagine ci corre incontro velocissima. E in genere vince, arrivando al lettore prima del titolo. Se non vince, un posto sul podio lo conquista. Se va male, il lettore legge il titolo del post, poi legge l’incipit e contemporaneamente l’occhio cade sull’immagine che affianca (ecco che l’immagine è arrivata terza). Ma fateci caso, di solito arriva prima.

I post senza immagini mi sembrano ormai una rarità (quasi un vezzo un po’ retrò).
Se poi tra immagini e testo ci sono corrispondenze d’amorosi sensi il post è efficacissimo. Te lo ricordi per il contenuto e per la foto (indissolubili nei loro legami che rendono il post succoso frutto da assaporare).
Ma le foto non sono lì, a portata di mano come i pensieri (e a volte anche quelli vanno scovati dove non ti aspetteresti che si sono andati ad infilare, magari dentro una email che si è salvata dal cestino…). In ogni caso le foto, le immagini, sono un pezzo del lavoro di scrittura e comunicazione sul web 2.0. Un lavoro non trascurabile, spesso trascurato, – ma se curato – efficacissimo.

Costruirsi un archivio iconografico?

Perché no?
In fondo se si considera il tempo che si perde a cercare in internet la foto giusta, a scartare quelle banali, a verificare che non ci siano vincoli d’uso, quasi quasi conviene farsi il proprio archivio. Oh, no… starete pensando, ecco che questo se ne esce con un altro compito. Ciascuno faccia come crede. Per parte mia, quando sono in giro, trovo divertente scattare delle foto con il cellulare. Non mancano le situazioni insolite, gli scorci emozionanti, i particolari che ci passano davanti agli occhi e non degniamo della minima attenzione.
A tutti noi capita di dover aspettare. Un passatempo è guardarsi in giro e vedere se c’è qualcosa da fotografare. Altre volte si presenta un oggetto fra gli altri, uno spazio, una costruzione, un particolare, una situazione insolita… Qualcosa urta il nostro sguardo: una gigantesca gru in movimento senza carico, quattro catene penzolanti. [Nulla di che, si intente]. Ma stavo per telefonare e ho fatto una foto. Non si sa mai. Potrebbe venirmi utile.
Questa mattina aspettavo il mio turno in sala d’aspetto. Alle pareti stampe secentesche per dare un tono grave e compreso all’ambiente (effetto parzialmente raggiunto), se non fosse che le riproduzioni rappresentavano castelli fortificati, scene di battaglie, festeggiamenti e ingressi trionfali. Insomma tutto il contrario di quello che sarebbe stato opportuno appendere alle pareti. Un lapsus, ho pensato. Qui in questo posto sembrano far capolino tre desideri (repressi sfuggono e si installano alle pareti, esibendosi): difendersi, combattere e festeggiare. Per parte mia avrei cercato altre stampe, maggiormente coerenti con l’ambiente e la sua funzione sociale e culturale.
Ora, come non fare una foto? Come resistere all’impulso irrefrenabile?
Poi, scattata la foto, ecco attivato un semplice dispositivo che solletica la creatività: dalla foto a questo post il passo è stato brevissimo, anzi urgente!
I post nascono anche da una foto, intorno a una foto, per contatto tra foto e pensieri, per contagio tra immagini e ragionamenti.

Scattate le foto via blutooth le metto sul computer. In questa fase non arrivo (ancora) a ordinare le foto per tema/argomento, ma ci sto seriamente pensando. Altre foto utili sono le copertine dei libri o particolari di cartelloni, locandine, edifici… intorno a noi c’è di tutto e la realtà mi pare incredibilmente ricca di stimoli visivi (almeno quanto internet, se non di più;-). Si possono fare foto a porzioni di oggetti, fissando i particolari e rendendo irriconoscibile il contesto di provenienza (la foto di una porzione dell’immagine pubblicitaria che riproduce il mare… diventa la foto del mare, del mare che sto vedendo io, adesso che bevo un caffè e guardo la pubblicità del mare;-) Si possono fare foto d’insieme (e le persone che attraversano lo spazio finiscono per essere irriconoscibili e popolarlo al di là della loro individuale esistenza). Si possono fare un monte di foto. Incredibili.

Le foto sono trattabili con pochi sforzi

Poi le foto (se non abbiamo particolari pretese) sono trattabili con pochi sforzi. I colori si possono correggere, e ritagliare porzioni rettangolari e lunghe, in verticale, in orizzontale, tondi… Su WordPress le foto possono essere pubblicate in dimensioni diverse, o ancora modificate nelle dimensioni. Certo all’inizio i risultati non sono speciali, ma concedendosi ai tentativi e agli errori, le cose col tempo si fanno decisamente più rispondenti alle intenzioni comunicative.

Dove mettere la foto?

In apertura, in alto, al centro, a destra, a sinistra, di lato lungo il testo (a sx o a dx), al centro, in basso, di lato, al centro, a chiusura del discorso. Di nuovo non c’è che provare, cercare la propria linea, il proprio stile, la propria impronta. E anche disattendersi e fare qualcosa di imprevisto, di incerto, di parzialmente rispondente, di brutto, di sperimentale, di inusuale, di divertente…

Nescienza (carenza di conoscenza dovuta)

Dalle mie parole si sarà capito che non mi intendo di foto e che non sono un appassionato. Ma da quando ho questo cellulare assolutamente da battaglia, che fa foto di buona qualità, non mi sembra vero di poter indulgere al piacere della fotografia. Ho fotografato particolari delle tovaglie, e mentre camminavo cortili interni, vetrine di negozi, spazi vuoti, etichette di barattoli del caffè, scritte, scorci di città, i giochi dei bambini, copertine aperte di libri solo parzialmente letti, porzioni di articoli di giornale. Trovo appagante fare da me le foto che mi servono (mi serviranno). Volendo si possono anche costruire piccoli set domestici. Un foglio bianco come sfondo una lampada da tavolo, l’opzione foto notturna attivata sul cellulare e… il gioco è fatto. Ancora più facile: si può prendere un disegno e metterlo davanti alla telecamera del portatile su cui scriviamo, o usare direttamente il portatile o il tablet come macchina fotografica.
Cellulare, portatile o tablet possono diventare anche telecamere. Ma di questo ho sperimentato troppo poco per poter esprimere anche solo un pensiero confuso.

;-)

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4 risposte a Ricordati le foto…

  1. Pingback: People we work with (#WSL20) | PARESBLOG

  2. Mainograz ha detto:

    L’ha ribloggato su Mainograze ha commentato:

    A proposito dell’importanza delle foto… Ribloggo anche questo secondo post in vista dell’ebook Writing Social Lab 2.0 che stiamo sviluppando con Luciano Barrilà e Sergio Quaglia.

  3. Eleonora Cirant ha detto:

    Il primo pensiero quando ho letto questo post: non male come idea, anzi come idee (partire dalla foto, procurarsi un archivio personale di immagini pronte alla bisogna).
    Il secondo pensiero: mioddio, altro materiale da stoccare, altre informazioni da taggare, altri file da archiviare. Sono tra quell_ che passa già molte ore al video, sfiorata dall’angoscia sottile di chi si espone al flusso continuo di stimoli, immagini, testi e ipertesti. Sento che sto toccando il limite di sopportazione, che vorrei chiudere, spegnere, zittire.
    Eppure, eppure l’idea mi ha preso. Un clic di qui, un clic di là, ho già riempito il mio cellulare di scatti estemporanei. Mi piaceva anche prima lo scatto fugace, ma adesso ho anche un motivo in più.
    Sicché mi trovo con un tot di file da togliere dal cellulare e sistemare. Sto pensando a come fare per organizzare queste immagini.
    Credo che scaricherò PiCasa, un programmino fatto da google per taggare e organizzare le foto. Eviterò flikr, più adatto per creare album di foto da mostrare al mondo.
    Non ho ancora capito se con questo post mi hai aiutato a complicarmi la vita o a semplificarmela… vedremo!
    Ciao
    Eleonora

  4. Anonimo ha detto:

    Beh…porto la macchina fotografica per oggi pomeriggio…;-)

    Alberto

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