Strumenti di lavoro_Post-it

Prologo

In occasione del mio compleanno ho ricevuto in regalo da un caro amico un’agenda giornaliera in versione tascabile.

Fin qui niente di strano; incollato all’agenda c’era un Post-it che recitava: “Spero ti serva da lezione: basta Post-it sul portafoglio!”. Un avvertimento, ironico ovviamente.

Era capitato qualche settimana prima che, arrivato alla cassa di un locale in cui avevamo cenato insieme, aprissi il portafoglio che nascondeva al suo interno due fantastici biglietti colorati.

L’amico era stato perentorio: “Cosa ci fai con i Post-it nel portafoglio?”. Me lo sono chiesto anch’io…

Alla ricerca di senso

Avevo in mente da tempo di scrivere qualcosa su questo “strumento di lavoro”; ero rimasto incuriosito dall’osservare come la mia agenda fosse letteralmente tappezzata di bigliettini colorati.

Mi sono chiesto: “perché, se ho un’agenda a disposizione, incollo bigliettini sulla copertina?”. Le risposte sono state molteplici, nessuna esaustiva, come sempre del resto.

“Per mettere in evidenza appuntamenti importanti”. È vero, scrivo e colloco in posizione visibile appuntamenti da non dimenticare, prioritari rispetto ad altri, ma non è tutto.

Non sarà che appunto quello che non ho voglia di fare, e che rimando in continuazione? Si, capita, ci sono effettivamente attività che non mi piacciono e che, temendone la rimozione, appunto più volte e in più luoghi.

Ho notato però che ciò di cui prendo nota sono, di norma, cose che in ogni caso non dimenticherei, già sedimentate in memoria. Questo è curioso, appuntarsi un qualcosa che non si scorderebbe in ogni caso. Accade infatti che faccia tutto il necessario senza guardare più i bigliettini; il sapere che alcune informazioni sono scritte, ben visibili, aiuta, forse, a placare l’ansia, rassicura.

Credo che una fattore determinante nel ricorrere ai Post-it, ma più in generale a qualsiasi supporto esterno, sia il quantitativo di informazioni con cui abbiamo a che fare nel quotidiano. L’agenda risponde in parte a questo bisogno, da sola non è sufficiente.

Epilogo

Si appunta un po’ di tutto, a seconda dei momenti, delle scadenze, delle pressioni, del tempo che abbiamo per guardare l’agenda, del bisogno che abbiamo di ricordarci le cose. Al di là del motivo per cui vi si ricorre, i Post-it piacciono e hanno senza dubbio, per chi li usa, una qualche forma di utilità.

A questo punto nasce spontaneo chiedere a chi legge (ci si può lasciare andare commentando il post) per quale motivo li usi, se li usa, o perché non li utilizzi, in alternativa.

Mi chiedo anche quali siano i significati simbolici legati all’uso dei Post-it; è azzardato dire che sono di moda?

Curiosità

L’adesivo è la ricetta segreta dei Post-it, i competitor non riescono a riprodurre un qualcosa di analogo; è stato scoperto per caso da un ricercatore della 3M, per anni è rimasto inutilizzato, poi è stato lanciato sul mercato con una massiccia campagna pubblicitaria (qui puoi trovare ulteriori informazioni).

Nel tempo si sono modificati: inizialmente erano solo gialli, ora sono disponibili in molti colori. Nascono in forma quadrata, ma ormai se ne trovano dimensioni di ogni tipo: frecce, piccoli rettangoli e quant’altro.

Qualche anno fa è stato lanciato un software che consente di riprodurre sul pc la stessa funzione del cartaceo: è possibile incollare sul desktop dei Post-it virtuali.

Nulla a che vedere con il fascino retrò di un quadrato di carta adesivo…

Informazioni su Alberto Ponza

Lavoro in due cooperative sociali: presso la Cooperativa Luciano Donghi di Lissone coordino un servizio di “Residenzialità leggera” per persone con diagnosi psichiatrica, ad Arcore per La Piramide Servizi mi occupo di progettazione, sviluppo, supporto gestionale. A questo affianco attività di counseling e supporto psicologico oltre alla ricerca e consulenza nell’area della psicologia delle organizzazioni, del lavoro e della salute. Vivo in provincia di Monza e Brianza Telefono: 388 6072790 Mail: psicologodibase@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Ipotesi e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Strumenti di lavoro_Post-it

  1. Eleonora Cirant ha detto:

    Ho “incontrato” questo libro, e mi è venuto in mente il tuo post:
    Post-it per ripensare il lavoro. Quando il valore non è solo quello che si conta
    http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1420.1.138#

  2. roxeli ha detto:

    Per ciò che è il mio utilizzo personale, ma anche per quanto ho visto succedere in momenti di formazione in cui proponevo l’utilizzo dei post-it mi sembrano emergere due temi, che i post-it ben interpretano:
    fragilità e leggerezza.
    La fragilità di un piccolo pezzo di carta che regge il mio desiderio se si tratta di aiuti a fare ciò che mi piacerebbe ma che non trovo il tempo per fare o non mi autorizzo a fare, oppure fragilità di una memoria legata a ciò che proprio non ho voglia di fare ma che il mio senso del dovere mi ripropone e per essere più visibile ed inevitabile, lo scrive “nero su giallo”… forse con l’ambivalente speranza che la colla regga poco ed il problema si risolva da solo.
    Nelle riunioni invece mi pare che il post-it diventi liberatorio: posso scrivere qualcosa che mi serva per riflettere e non mi blocchi in un punto indelebilmente! Posso scrivere un post-it, metterlo a sostegno di un’ipotesi e poi spostarlo, senza lasciare troppe tracce, dopo una discussione che mi ha portato altri elementi. In organizzazioni dove spesso regna la cultura della colpa e del colpevole, mi pare che consenta alle persone di esporsi con più leggerezza. Leggerezza e provvisorità che non viene tradotta in modo altrettanto limpido quando il post-it si evolve nella sua forma digitale/elettronica, soprattutto per chi non ha sufficiente confidenza con la tecnologia.
    E che dire dell’effetto giocoso? Mi riconosco sempre più, invecchiando, questo desiderio del gioco e forse i post-it colorati di varie fogge e dimensioni che posso incollare come mi pare e dove mi pare senza rovinare nulla… sono proprio un gran cosa. Mi pare che il limite sia quello della deforestazione sollevato da Vittorio, che accolgo!

    Roxeli o rossella elisio

  3. Alberto Ponza ha detto:

    Vittorio accolgo il tuo suggerimento: potremmo utilizzare i Post-it per pubblicizzare “Appunti di lavoro”…con una variante ecologica però…carta biodegradabile! :-)

    • vittorio ha detto:

      ….o commestibile! Post-it mangiabili al termine del loro compito! Colori diversi e gusti diversi! Consistenze variabili: ieri ho segnato il tuo numero di telefono su un post-it croccante marrone al sapore di nocciola! Domani Graziano scriverà i primi accenni del suo prossimo post su un post-it friabile al sapore di ciambella!
      Risolviamo il problema della memoria e della fame in un colpo solo, raggiungendo anche una elevata potenzialità simbolica!
      (da anni giace, nel reparto Progetti Bellissimi, un appunto su uno smartphone con i comandi attivabili con la lingua…lingua/linguaggio…De Saussure scuote la testa dal cielo ….)

      vittorio

  4. vittorio ha detto:

    Per amplificare la portata riflessiva del post (?!?) di Alberto, rilancio con questa storia: nel 1998/99, organizzammo, come cooperative sociali della Provincia di Pesaro, uno sciopero con corteo, per l’applicazione del contratto nazionale da parte degli enti pubblici. Riunioni preparatorie. Cosa facciamo? striscioni….cartelli….ma portiamo anche gli utenti dei servizi? informiamo le famiglie e vediamo cosa ne pensano e se vogliono partecipano….ma come risultare incisivi? Mi arriva un’idea: perchè non facciamo stampare dalla nostra cooperativa tipografica di tipo B di riferimento dei post-it con frasi significative e poi, nello scorrere del corteo, non li appiccichiamo sulle vetrine dei negozi, sulle porte delle case, sui cartelli stradali,…? L’idea venne accolta, i post-it stampati e quella mattina furono distribuiti ai manifestanti. Festosi percorremmo il centro cittadino, bloccando un po’ il traffico, salutando i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori che affacciati ci guardavano dalle scuole a cui scorrevamo accanto, ed appiccicando post-it, come da accordi. In sè, l’azione era divertente. Qualche passante si fermava a leggere, qualche negoziante leggeva e poi toglieva, alcuni portoni li abbiamo ricoperti di fogliettini, alcune persone camminavamo ricoperti di squamette cartacee, nelle nostre intenzioni molto significative.
    Finita la manifestazione, siamo tornati sparpagliati al punto di partenza, scoprendo, un po’ sconsolati, che avevamo contribuito al accrescere quella spazzaturina diffusa cittadina (cicche di sigaretta, scontrini, biglietti di autobus, carte di caramelle….), aggiungendovi i nostri post-it, abbandonati a trasportare significati, senza che ne avessero la forza per farlo.

    vittorio

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...