Parti uguali tra diseguali_1

Maggio: a scuola è tempo di prove INVALSI.

Sono perplesso…

Partecipo, con alcuni colleghi, ad una presentazione comparativa dei risultati delle prove INVALSI dello scorso anno: il nostro Istituto Comprensivo viene confrontato con i dati regionali e nazionali.

Siamo sotto la media regionale, anche se di poco, e per giunta, tiene a precisare la collega, “i dati non comprendono i test dei ragazzi disabili”.

Nessuno fa domande, io non ho capito e ho paura a chiedere: sono i dati nazionali a non comprendere i ragazzi con disabilità? Non fanno parte della popolazione scolastica italiana? Oppure siamo noi che non li abbiamo compresi nella media che abbiamo utilizzato? Bariamo per fare bella figura?

L’enfasi sulla standardizzazione che domina nella scuola non mi convince, né quando riguarda i programmi né, tanto meno, quando ad essere standardizzata è la valutazione (con i suoi correlati di test a risposta multipla e tempi prefissati e neutralità assoluta del somministratore).

Mi risuonano in testa le parole di quel prete di Barbiana, polemiche contro “la scuola uguale per tutti” e i professori miopi.

La più accanita protestava che non aveva mai cercato e mai avuto notizie sulle famiglie dei ragazzi: “se un compito è da quattro io gli do quattro”. E non capiva, poveretta,  che era proprio  di questa che era accusata. Perché non c’è nulla che sia ingiusto quanto far le parti uguali tra diseguali.
(da “Lettera ad una professoressa”, Don Lorenzo Milani, Libreria editrice Fiorentina).

Il giorno della prova INVALSI arriva e tutto si svolge in modo regolare.
I nostri non brillano, ed era previsto ampiamente.
Una delle prove peggiori la fornisce Cho, asiatico di recente immigrazione, e anche questo era ampiamente previsto.

Appena il giorno successivo, lo stesso Cho è interrogato in geografia.
Stiamo studiando il continente asiatico e la collega, saggiamente, decide di impostare l’interrogazione prevedendo molte domande sulla nazione di origine di Cho.
Ne esce un’interrogazione interessante, interattiva, durante la quale Cho dimostra competenza e la classe si scopre interessata.

Di più: il senso critico di Cho lo porta ad alcune considerazioni nient’affatto scontate su tematiche complesse come il lavoro minorile in estremo oriente e l’importanza delle infrastrutture per lo sviluppo dell’economia dei villaggi più arretrati.
Analisi di notevole profondità per un quattordicenne.
Mi devo ripetere: il suo è stato uno dei test INVALSI peggiori.

Avremmo dovuto ascoltare F…

Il giorno della prova ero nei corridoi con una collega mentre si avvicina F., uno dei collaboratori scolastici, il quale ci chiede, nel misto maccheronico italiano/dialetto lombardo che lo contraddistingue: «Prof., ma cùsa l’è che ìn i test INVALSI?»

Con la collega proviamo a spiegare, ci sforziamo di essere più neutrali possibile, introduciamo il tema della valutazione così come lo intende il Ministero.
Il collaboratore è perplesso, guarda fuori dalla finestra: è una bella giornata di sole.

«Professùr, a l’è mia megl ciapà i fioi e an’da a tirà quater calci al balùn?»

Si, credo proprio che quel giorno sarebbe stato meglio prendere i ragazzi e andare a fare una partita a pallone nel cortile…

Informazioni su Vassallo&LoSchiavo

Blog-colleghi, condividiamo esperienze professionali, personali, formative con la scuola, snodo cruciale tra i tanti che caratterizzano la nostra vita. Partiamo da episodi specifici che ci succedono o che osserviamo come formatori, genitori e cittadini e attraverso un dialogo riflessivo proviamo ad ampliare il pensiero e a collocare l’”oggetto” scuola all’interno di cornici relazionali e di senso, più ampie, che ci coinvolgono nel quotidiano.
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6 risposte a Parti uguali tra diseguali_1

  1. Pingback: Dico la mia sui BES (Bisogni Educativi Speciali) e sulle partite di calcio a una porta sola | Appunti di lavoro

  2. matteo ha detto:

    I test invalsi suscitano finalmente un interesse all’analisi e forse c’è la possibilità di aprire uno spazio di riflessione e confronto che non necessariamente ci porti nel campo dei “favorevoli a prescindere” o “dei contrari a prescindere”.
    Antonio Castagna ne scrive sul suo blog
    http://lavorobenfatto.blogspot.it/2012/07/le-gioie-e-i-dolori-delle-prove-invalsi.html#more
    Vale la pena di leggerlo e trovare modi, spazio e risorse per andare avanti nell’approfondire questi temi che riguardano il mondo delle scuola e, in qualche modo, tutti noi.
    Matteo

  3. diego ha detto:

    le prove INVALSI, ma soprattutto il credito eccessivo che si dà loro sono un indice di come si sta svuotando di valore la scuola pubblica. La diversità è ciò che arricchisce ogni ambiente sociale e anche la scuola: ma mi spiegate come si può lavorare sulle diversità se a ogni anno scolastico le insegnanti del tempo pieno devono alambiccarsi turnazioni assurde per coprire le ore lasciate buche dai tagli dei posti? Il tutto mentre ci sono scuole in Italia – specialmente al centro e al sud – che adottano i moduli e hanno 2 insegnanti per 3 classi. La diversità (nelle esigenze e nelle dinamiche organizzative) andrebbe valorizzata quando si definiscono i criteri di assegnazione del personale. Ma trattare tutti allo stesso modo costa meno fatica, nel fare educazione come nel redigere i bilanci pubblici.

    • Anonimo ha detto:

      Hai ragione Diego e, aggiungo, costa molta meno fatica concentrarsi nel valutare il Prodotto (meglio se misurabile secondo standard internazionali) che impegnarsi nel valutare il Processo di apprendimento (con tutte le implicazioni “sporche” di emotività, conflitto, asimettrie di potere, disarmonie…).

    • Anonimo ha detto:

      Hai ragione Diego e, aggiungo, costa meno fatica concentrarsi sul Prodotto (soprattutto se misurabile secondo standard internazionali) che valutare il Processo di apprendimento (con tutte le implicazioni “sporche” di emotività, asimettrie di potere, disarmonie…).

  4. diletta76 ha detto:

    consiglio a tutti, se non l’avete già fatto, di andare al cinema per Detachment: forse un pò troppo clinico, ma forte della sua coralità, è un film che rappresenta profondamente il cambiamento nel mondo della scuola. Direi un film sulla funzione educativa degli insegnanti, ma ci sono talmente tante cose…durante il film mi siete venuti in mente con questa serie di post. buona visione e fatemi sapere cosa ne pensate!

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