Il focacciaro

Sempre e comunque panettiere, Carlo lavorava da Peck. Poi un giorno è riuscito ad aprire il suo negozietto: una vetrina con una porta, talmente piccola che si entra di profilo.

Mi colpisce molto l’organizzazione razionalissima degli spazi, la predisposizione di cassette di vimini minuscole, della portata massima di 10 rosette. Stessa cosa per pizze e focacce, una vera delizia per altro. 10 pizzette, 10 focaccine assortite, le famose focacce farcite (max 2 tipi diversi). È nell’ora di punta il controllo é dopo ogni cliente: chi é al banco comunica quante pizzette e focacce ci sono ancora, in modo da attivare Carlo che inforna al momento.

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Come si fa? In uno spazio così piccolo ad organizzarsi?

“Qui abbiamo calcolato il fabbisogno del quartiere, i single non comprano tanto pane e i single anziani hanno abitudini precise. Da anni. Li seguiamo e li assecondiamo, prendiamo ordinazioni solo per le grandi quantità e abbiamo aggiunto alcune vaschette mono o bidose di cannelloni o lasagne o parmigiana. Ai lavoratori della pausa pranzo piacciono molto e anche alle badanti in pausa o agli anziani che non si cucinano più da soli”.

“Se capiti al mattino intorno alla pausa pranzo trovi la massima produzione possibile e siamo in tre: io preparo e impasto, una persona sta sempre al banco e un’altra in base alle esigenze”.

Come si fa ad organizzarsi, mantenendo prezzi politici e altissima qualità?

“Io odio gli sprechi, qui è tutto ‘giusto’ e se mi viene male una focaccia me la mangio io. La sera prima della chiusura abbiamo lavorato bene se non è avanzato nulla: non butto mai via il pane. È vietato, e non lo rivendo certo il giorno dopo. Me lo mangio. Quindi, se non voglio diventare una botte, meglio lavorare bene, o no?”

Si puo’ fare politica facendo e vendendo il pane. Sotto elezioni, consiglio una pizza o, ancor meglio, una focaccia farcita dal mio focacciaro di fiducia.

Informazioni su diletta76

Ho iniziato con le ricerche di mercato e i sondaggi d'opinione e ho proseguito con la ricerca sociale. Mondi diversi in cui però ho potuto fino ad ora sempre sperimentare. Questa fase è ancora più ricca, se possibile, di opportunità e novità: vedo il blog Appunti di Lavoro come uno strumento di lavoro importante, che mi consente di confrontarmi con colleghi, di proporre progetti, analisi, punti di vista. In qualche modo di contribuire per una piccola parte alla ricerca, appunto, nella complessità del mondo in cui oggi viviamo.
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5 risposte a Il focacciaro

  1. Pingback: Organization, organized, organizing #psunimib13 | Mainograz

  2. Alberto Ponza ha detto:

    Diletta a questo punto vogliamo l’indirizzo…:-P

  3. matteoloschiavo ha detto:

    Dopo il macellaio e il traslocatore, adesso il focacciaro.
    L’intelligenza delle mani.

  4. Mainograz ha detto:

    Just in time.
    Grande post, Diletta.
    Attenzione alla qualità, ai clienti, al quartiere, all’organizzazione, alla funzionalità…
    Cerco brani da presentare in università: a questo punto ti cito!

    A presto,
    Graziano

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