Essere d’esempio nelle organizzazioni

Nei giorni successivi all’elezione di Papa Francesco molto si è detto e scritto rispetto ad alcuni suoi gesti di rottura simbolica del rituale ecclesiastico tradizionale.
Commenti generalmente positivi che, spesso, accentuano il carattere di esemplarità (o di auspicata esemplarità) della figura di Papa Bergoglio, nel contesto di quella grande, antichissima, organizzazione che è la Chiesa cattolica.

Ma siccome, appunto, molto è già stato detto, non parleremo, qui, di Papa Francesco.
Vorrei invece parlare di Marco Rossi (il nome è di fantasia), quindicenne liceale, alto, bello, simpatico, intelligente e brillante.
Pare un gran “bel partito” per le ragazzine coetanee della classe, che se lo contendono.
Il gruppetto dei maschi accetta sportivamente il primato di Rossi nel campo e, ben presto, si organizza per gestire scommesse su quale sarà la ragazza prescelta.

Non ho notizie precise in merito alle puntate, non sono notizie da rivelare agli adulti che circolano a scuola, ma sembra che, ovviamente, si siano concentrate sulle chance delle ragazze giudicate come le più belle della classe…

Invece, oggi, Marco Rossi ha stupito tutti: è comparso in corridoio mano nella mano con Giulia Bianchi (pseudonimo n.d.r.).
Si, Giulia Bianchi, proprio lei: timida, impacciata, non certo considerata nel novero delle ninfe, eppure così profonda nelle osservazioni che i professori le strappano durante le interrogazioni, persino misteriosa nella sua vita nascosta da artista musicale…

L’inedita coppia ha spiazzato, inutile dirlo, la platea dei coetanei, sorpresi e sospettosi in un primo momento.

Nei momenti successivi, però, quel che è emerso non era per nulla scontato: la freschezza e l’autenticità dei due neo-fidanzatini pareva aver contagiato tutta la classe, un po’ come se Marco e Giulia, il loro modo di essere in quegli istanti, fossero stati presi come esempio di vita.
Si viveva un clima particolare, oggi, nella nostra classe.

Cosa significa essere di esempio, in un’organizzazione?
Credo sia importante rifletterci perché le persone in grado di porsi come figure esemplari, anche non consapevolmente, possono essere catalizzatori di reazioni rapide ed intense all’interno dell’organizzazione.

Mi sembra che alcune caratteristiche importanti delle persone seguite come esempio siano: essere capaci di comprendere se stesse, conoscersi bene per agire con autenticità, ed essere in grado di leggere il contesto esterno, affrontandolo con lenti nuove, non abituali.

  • L’autenticità viene percepita da chi sta attorno e, come in uno  specchio, risuona al nostro interno come possibilità, magari ancora inconsapevole ma presente.
  • La capacità di leggere il contesto meglio di altri, o prima di altri, si lega spesso con la proposta, esplicita o implicita, di un punto di vista non scontato, di un approccio “altro” alla realtà e all’organizzazione.

Ciò comporta che anche gli altri componenti del gruppo siano stimolati a interperare con un paradigma modificato il mondo circostante.

Diceva il grande pedagogista Piero  Bertolini che nell’importanza delle figure che assurgono ad esempio, durante le vicende educative individuali,  vi è un aspetto di seduzione (P. Bertolini “L’Esistere Pedagogico”, 1988).

Riconoscendone il valore, metteva nel contempo in guardia educatori e insegnanti (ma, per esteso, tutte le figure potenzialmente prese ad esempio per orientare vicende di vita) ad essere consapevoli del proprio potere e non approfittarne, rispettando la libertà di autodeterminazione altrui.

Come non essere d’accordo con Bartolini…ma nello stesso tempo, in questi tempi grami, come non rallegrarsi che modelli ed esempi positivi esercitino ancora un potere seduttivo così grande…

P.S.

Bravo Marco Rossi. Ma brava anche Giulia Bianchi, zitta zitta  ;-)

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5 risposte a Essere d’esempio nelle organizzazioni

  1. Margarita Mcclure ha detto:

    Si può quindi concludere che anche nelle fiabe la figura del padre è mutata nel tempo. Se nelle fiabe classiche troviamo padri buoni ma soprattutto padri cattivi, molto spesso assenti o poco presenti in un universo femminile in cui si giocano rapporti di rivalità e di odio reciproco, nelle fiabe moderne i padri riacquistano un ruolo positivo, diventano figure di riferimento e di sostegno nell’esplorazione del mondo, sono capaci di manifestazioni affettive quanto, e talvolta più delle madri. Ancora una volta il racconto fantastico ripropone direttamente, o indirettamente attraverso simboli e metafore, le dinamiche interpersonali e le regole sociali; le rappresentazioni della società e, in particolare, dei ruoli maschile e femminile. Possiamo fare l’ipotesi che le fiabe tradizionali siano state narrate soprattutto da donne che hanno descritto con molta crudezza ciò che avveniva realmente in una società patriarcale e arcaica: in famiglia vigeva il matriarcato nella gestione delle relazioni con i figli mentre gli uomini si dedicavano agli affari, al lavoro o alla guerra, talvolta disattenti o disinteressati ai risvolti emotivi familiari, talvolta costretti a seguire la volontà della moglie per quieto vivere. Nelle fiabe moderne, al contrario, si delinea una figura paterna molto diversa, non sappiamo se del tutto rispondente alla realtà o molto idealizzata. Il messaggio che viene trasmesso al bambino, tuttavia, è che il padre ha le stesse capacità affettive della madre pur mantenendo caratteristiche e modalità educative sue proprie.

  2. Norma Gallagher ha detto:

    Qualcuno ricorda ancora le monetine del Raphael? o i caroselli spontanei attorno al Palazzo di Giustizia di Milano, per tutta la notte, in difesa del pool, e contro il “decreto salvaladri” di Alfredo Biondi e Berlusconi? Io c’ero. Ogni tanto, dietro le finestre illuminate degli uffici del pool, si intravedevano le figure di Colombo, di D’Ambrosio, di Di Pietro, di Davigo, e dalla folla, piena di bandiere anche dei partiti di maggioranza, partiva un lungo, caloroso applauso. Dove cazzo era, il ragioniere, in quei giorni?

  3. Brittany Eaton ha detto:

    Cerca il titolo dell’opera nel catalogo. Per ricercare più parole inseriscile separate da uno spazio (ad esempio “storia antica”).

  4. Mainograz ha detto:

    Grande post!
    Grazie, in una giornata iniziata così, così ;-)

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