Copiare e Innovare: due facce della stessa medaglia?

Oggi, nella scuola dove lavoro come educatore, si parlava di Ellenismo.

La professoressa, per illustrare l’abbandono della concezione classica di Equilibrio e l’irrompere nell’arte di periodo ellenistico dei temi realistici e passionali, ha illustrato brevemente la celebre scultura il “Galata morente”, arrivato a noi grazie ad una copia romana in marmo (qui la breve nota di wikipedia).

Galata morente

Dalla considerazione che quella scultura, come moltissime altre dei periodi classico ed ellenistico, non sarebbe arrivata a noi senza l’opera di straordinari copisti, la collega è passata ad elogiare altri celebri copiatori: i monaci medievali che, con i loro codici miniati, hanno garantito la trasmissione del sapere dall’antichità al Rinascimento.

I copisti hanno dunque spesso ricoperto un importante funzione culturale.

(Per completezza di informazione, la digressione in classe viene d’autorità chiusa dopo la pretesa di Filippo Verdi – pseudonimo ndr – di essere seriamente preso in considerazione per il ruolo culturale ricoperto: copiatore di compiti in classe…)

Se ci pensiamo, in effetti, copiare, far circolare copie di, è essenziale per garantire la diffusione e la fruizione del sapere.

Inoltre, molto spesso, nella storia dell’umanità, le innovazioni sono consistite nell’immaginare e realizzare forme nuove, tecniche per facilitare le copie, per renderle sempre più fedeli ed economiche.

Pensiamo all’invenzione della stampa, della fotografia o all’utilizzo di molta parte della strumentazione tecnico-informatica odierna…

E, circolarmente, la maggiore disponibilità di sapere ha facilitato confronti tra persone, lontane nel tempo e nello spazio, e generato innovazione.

Ciò si scontra con la visione ingenua, diciamo così della “vulgata” rispetto ai concetti di creatività ed innovazione: che siano operazioni di totale originalità, frutti di un genio creativo isolato.

L’innovazione nel campo sociale

Mi viene il dubbio che le differenti velocità di innovazione tra le realtà del sociale sia anche legata alle diverse capacità di dar vita al passo preliminare: copiare.

Difficoltà a riprodurre, sistematizzare, diffondere quanto fatto, conoscere e sperimentare (copiare) le buone prassi altrui portano alla difficoltà di innovare.

Potrebbe essere un paradosso: fatica ad innovare non chi copia gli altri ma chi riproduce sempre se stesso senza spazio per rielaborare, classificare, analizzare…

In tempi di “nuovismo” e di “giovanilismo” (ahimè, son fatto così,  gli –ismi mi fanno presto venire l’orticaria e dimenticare quanto di buono c’è nella radice del termine!) vorrei, con questo breve post, rivalutare un lavoro fondamentale per porre le basi di ogni innovazione: il mestiere del Copista :-)

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Una risposta a Copiare e Innovare: due facce della stessa medaglia?

  1. diletta76 ha detto:

    A proposito di copia e incolla, leggi anche domenica il post che ho in programma: lì di ‘incolla’, ce n’è parecchio……..

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