La strategia del “Locutore nocturno di Radio” – Una originale metafora per il rapporto di aiuto

Cara collega, capisco il tuo sgomento e la tua fatica.

Sono gli stessi che ho provato, spessissimo, anche io.

Nel rapporto educativo, molte volte, si ha l’impressione che quello per cui si è lavorato, per cui tanto si ci è spesi, sia caduto nel vuoto…nel vuoto di un istituzione sorda (che sia la scuola, la Comunità, il Centro XY) o nel vuoto apparente di alcune persone in difficoltà che ci piacerebbe tanto poter aiutare a crescere…

Come detto più volte, io ho non ho nulla da insegnare.

In questo momento, però, mi torna alla mente un consiglio che ricevetti tempo fa, parlando con un terapista della riabilitazione, e che ho sempre trovato utile: la “Strategia del locutore nocturno di Radio”.

<<Non sono sicuro si dica in questo modo, in italiano, voi come chiamate quelli che parlano alla radio di notte?>>, mi chiedeva l’amico terapista, di origini spagnole <<Comunque intendevo dire  che, quando lavoriamo con i bambini diversamente abili, siamo come quelli che conducono i programmi notturni, alla radio. Non sappiamo se qualcuno ha la radio accesa, e meno che mai se avendo la radio accesa ci stia ascoltando. Però di una cosa siamo sicuri: se smettiamo di parlare, la radio verrà senza dubbio spenta…>>

Tra le numerose metafore in cui, in ogni tempo, è stato rappresentato il rapporto educativo, senz’altro quella del DJ notturno è una delle più originali ;-)

Nella mia esperienza è stata anche una delle metafore più utili, cerco di ricordarla nei differenti contesti in cui lavoro: a scuola, nell’inserimento lavorativo di persone in difficoltà, nel lavoro con le organizzazioni…

Mi ricorda, per esempio di fronte a diagnosi che sembrano disastrose o ad adulti che sembrano cristallizzati in una eterna adolescenza, che il sapere umano proprio nel non darci certezze rispetto al fatto che alcune persone in difficoltà siano all’ascolto, nel contempo ancora non ci consente di poter davvero stabilire che dietro alla radio non ci sia nessuno.

E quindi?

Quindi, cara collega, dobbiamo parlare, anche di notte, perché abbiamo cose da dire, e credere che dall’altra parte ci sia qualcuno che ci ascolta e che, magari, prima o poi, ci chiamerà in trasmissione.

Tipicamente, lo dice la nostra esperienza, intervenendo per dire che non è affatto d’accordo con noi.

Ti abbraccio,

Davide

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4 risposte a La strategia del “Locutore nocturno di Radio” – Una originale metafora per il rapporto di aiuto

  1. marinamariani ha detto:

    sposta il focus ma trovo sia un contributo interessante : http://www.mysocialweb.it/2013/06/03/link-building-dono/

  2. marinamariani ha detto:

    sposta il focus ma personalmente lo trovo un contributo interessante :
    http://www.mysocialweb.it/2013/06/03/link-building-dono/

  3. Mainograz ha detto:

    In ascolto qualcuno c’è.
    Persone che non ti immagini neppure.
    :-)

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