Gruppi di Lavoro e Lavoro di Gruppo/1

Questo racconto è il primo di una serie di sette post che vuole riflettere sui tipi di gruppo che si incontrano tutti i giorni nel mondo là fuori. Che siano gruppi di colleghi universitari, gruppi di formazione nel volontariato o gruppi di lavoro, tutti questi hanno avuto, almeno una volta, diversi comportamenti che mi hanno colpito.

Nel capitolo: “Il gruppo come strumento diagnostico”, di Enzo Spaltro, pubblicato nel 1995 in “Manuale del colloquio e dell’intervista” edito per UTET a cura di Giancarlo Trentini, c’è un paragrafo illuminante che mi ha dato l’idea di pubblicare queste mie esperienze di gruppo organizzandole secondo queste definizioni che riassumerò dal testo originale.

I sette post si apriranno con un racconto di vita reale, proseguiranno con una descrizione della categoria teorica e in chiusura, una tabella, si riempirà con il proseguire delle pubblicazioni, per tenere sott’occhio un quadro della situazione.

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TRENO DELLE SETTE E VENTITRÉ …

La vita del pendolare è ricca di inconvenienti, se poi viaggia in treno la sua pazienza si tempra ad ogni viaggio. I pendolari sono consapevoli di questa condizione e sviluppano un senso di appartenenza che gli permette di parlare tra loro pur non conoscendosi, giusto per il gusto di passare più piacevolmente l’ora di viaggio tra Bergamo e Milano. Una mattina mi sono ritrovato con uno sconosciuto, studente fisica dei materiali, a parlare delle sue esperienze di gruppo:

“Spesso mi capita di far parte di un gruppo di lavoro che nasce ad hoc per svolgere un progetto, e credo che questa sia una condizione particolare, anche se molto frequente. Di solito il gruppo è fortemente coeso, condivide gli obiettivi e anche se ci possono essere divergenze metodologiche, se ne discute e si giunge alla conclusione del lavoro in modo efficiente, razionale e, a volte, intelligente. Tutti i membri del gruppo sono fortemente concentrati sul presente , sui contenuti, sugli argomenti che si autodeterminano in funzione del progetto che si sta svolgendo. La comunicazione in questo tipo di gruppi è peculiare, si concentra su ciò che consente al progetto di progredire. Di solito i membri non diventano amici, nel poco tempo che condividono si rispettano molto ma non costruiscono relazioni profonde e durature.”

UN GRUPPO, UNA CATEGORIA …

Quello del racconto del futuro fisico, per Spaltro (1995) è un gruppo strutturato, le modalità di funzionamento sono principalmente intellettive e razionali, il gruppo è fortemente centrato sul tema, è rassicurante, presenta scarse difese e non genera ansietà nei membri e nelle persone ch vi si interfacciano. Questo tipo di gruppo però può esistere solo in condizioni particolari:

  • Gli obiettivi del gruppo sono estremamente chiari e raggiungibili. • Ci sono sentimenti di stima e rispetto che consentono di lavorare in armonia ma senza trasformarsi in sentimenti più profondi,
  • La centratura esclusiva sugli argomenti predeterminati (determinati dalle caratteristiche del compito) impedisce di risolvere eventuali “questioni emotive” che si sviluppano nel gruppo,
  • La modalità di relazione si sviluppa efficacemente se il gruppo si forma ad hoc e unisce persone che non si conoscono, ma che mantengono un alto livello di reciproco rispetto,
  • Il focus del discorso, “le cose che si dicono”, sono ciò che il gruppo usa per progredire nel lavoro, quindi nella comunicazione non verranno inserite,o quantomeno verranno ignorate, tutte quelle derive che si concentrano sul passato tralasciando la sua relazione con il presente e il futuro,
  • Le tensioni emotive, e relazionali in questo gruppo vengono omesse e lasciate decadere per poter mantenere la centratura sull’operatività e favorire la produzione al fine di risolvere il compito per il quale il gruppo si è formato, quindi per abbassare il livello di ansia e non erigere difese nei confronti dell’outgroup ne dei membri stessi dell’ingroup.

Questo gruppo non è il gruppo migliore, ma nemmeno il peggiore, in assoluto. Come tutte le categorizzazioni psicologiche anche questa è flessibile e può capitare che in diversi momenti di vita del gruppo si vivano differenti modalità e quindi si possa categorizzare lo stesso il gruppo con etichette differenti.

UN QUADRO GENERALE …

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Informazioni su nlocatelli

Laureato Magistrale in Psicologia dei Processi Sociali, Decisionali e dei Comportamenti Economici presso la Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, vivo a Bergamo, mi interesso di consulenza, intervento e sviluppo organizzativo, amo la montagna e il mio cane. Sto svolgendo un il tirocinio professionalizzante per iscrivermi all'esame di stato.
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