Gruppi di Lavoro e Lavoro di Gruppo/2

Ecco il secondo racconto e quindi il secondo  tipo di gruppo, se vi siete persi le puntate precedenti, leggete il post e scorrete in fondo alla tabella riassuntiva.

Edicola

SABATO MATTINA NELL’EDICOLA ALL’ANGOLO …

Qualcuno che ha in mente che le competenze dello psicologo non si limitano alla psicanalisi c’è, solitamente i commenti che si ottengono quando si dice di studiare psicologia sono: “ma allora mi analizzi”, oppure “l’altra sera ho sognato questo … cosa vuol dire?”. Proprio per questo, quando una signora amica di famiglia incontrata in edicola, risponde chiedendoti quale specializzazione stai facendo, allora dieci minuti del tuo tempo li spendi chiacchierando, e così si finisce con parlare di gruppi, come di uno degli oggetti di studio della psicologia sociale.

“Quando mi trovo con loro mi sento strana, mi sembra che il tempo non passi, semplicemente non mi accorgo di fare quello che sto facendo, mi pare proprio che qualcuno mi stia manipolando addirittura mi pare di non essere cosciente di fare cose che non voglio fare. Non è una bella sensazione, quando poi mi dicono di concentrarmi sul come e non sul cosa allora mi sento destabilizzata.”

UN GRUPPO, UNA CATEGORIA …

Le sensazioni e le emozioni che mi ha raccontato l’amica di mamma sono emozioni tipiche di un gruppo destrutturato Spaltro (1995). Le modalità di funzionamento sono concentrate sul processo e su ciò che accade nel qui ed ora. Questa modalità non è molto frequente, quindi quando una persona ci si trova nel mezzo ha l’impressione di essere manipolata, visto che fatica a capire perché il gruppo non si concentra sui risultati ma sul processo attraverso il quale sono stati ottenuti.

Alcune caratteristiche di questo tipo di gruppi sono:

  • Il gruppo non ragiona per obiettivi, è centrato sui processi, cioè su cosa accade nel qui ed ora e sul come accade,
  • Il conduttore del gruppo, o i membri che sono consapevoli di adottare questa modalità di comportamento, non prendono in considerazione il contenuto della comunicazione interna al gruppo ma il modo in cui vengono dette,
  • Questa modalità prevede una grande diminuzione della logica autoritaria e della direttività, quindi le persone possono esprimersi con maggiore libertà e franchezza,
  • Considerando che l’interesse è centrato sulla modalità e non sui contenuti, la dimensione temporale ha pochissima importanza, perché non ci sono scadenze ma c’è solo il desiderio di concentrarsi sui processi interni,
  • La modalità di relazione però può causare una forte risposta difensiva in quei membri che non sono consapevoli del cambiamento della struttura del gruppo in una modalità così poco direttiva,
  • Le persone temono di essere manipolate poiché gli si dice: ”non preoccuparti di cosa stai facendo, pensa bene a come lo stai facendo” e ciò aumenta enormemente l’ambiguità e il dubbio,

UN QUADRO GENERALE …

T2

Post precedenti:

Gruppi di lavoro e lavoro di gruppo/1

Informazioni su nlocatelli

Laureato Magistrale in Psicologia dei Processi Sociali, Decisionali e dei Comportamenti Economici presso la Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, vivo a Bergamo, mi interesso di consulenza, intervento e sviluppo organizzativo, amo la montagna e il mio cane. Sto svolgendo un il tirocinio professionalizzante per iscrivermi all'esame di stato.
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