Generare evoluzioni e opportunità in situazioni di crisi (e buon anno!)

Una giornata con lo Studio APS di Milano, per condividere pensieri e riflessioni sulla/le crisi, sì, ma soprattutto su ciò che la crisi può generare.

Giornate

Ogni anno per (almeno) un’intera giornata mi siedo e ascolto, anche 8 ore di seguito, senza dare segni di cedimento, ma anzi di minuto in minuto, con crescente curiosità.

Ogni anno da 10 anni partecipo alla Giornata dello Studio APS certa di incontrare qualcuno che parli anche di me e a me. E visto che festeggio i 10 anni di giornate mi ricordo anche molto bene le due giornate del 2003 su “La formazione nella società del lavoro flessibile”, quelle alle quali ho partecipato la prima volta e a seguito delle quali avevo messo a fuoco cosa fare da grande. Posto che ogni 10 anni sembra suonare una sveglia interiore che mi dice che devo aggiornare il mio CV, direi che è giunta quell’ora.

Dal 2011 la giornata è diventata una, ancora più intensiva e ha cambiato sede: Teatro Elfo Puccini, Milano.

Incontri

Ogni anno rivedo persone incontrate in formazione, persone con cui ho condiviso piccoli e brevi tratti di strada, con cui, anche a distanza, si è mantenuta una sintonia. I discorsi ripartono esattamente da dove li avevamo lasciati, in un continuum spazio-temporale come nelle migliori puntate di Star Trek.

Ma non siamo marziani

Anche quest’anno nessun marziano: all’Elfo con lo staff dello Studio APS molti professionisti, aziende, operatori del sociale, della sanità, del terzo settore. Tante persone e tanti sguardi differenti che trovano in quel giorno un punto di convergenza.

Come generare evoluzioni e opportunità in situazioni di crisi? Abbiamo sempre detto: non ci sono ricette, ma abbiamo forse sempre profondamente pensato “oh come ci vorrebbero!”.

Per provare a mettere in fila alcune ipotesi proposte in apertura da Achille Orsenigo

1)     Generare non è uguale a creare

2)     Costruire ha a che fare con la razionalità, con pezzi “conosciuti”

3)     Evoluzione non è per forza sinonimo di “armonia”

4)     Generare evoluzioni è qualcosa che può passare (e che quasi sempre passa) dalla crisi, dalla rottura, dalla sofferenza, dal dolore, dalla perdita. Dal lutto.

5)     Generare opportunità evolutive (interpretazione più modesta, ma non meno importante della mission) consiste nell’impegnarsi attivamente per modificare la realtà

Ad ogni giornata organizzata dallo Studio APS mi ritrovo sempre di fronte allo stesso tema: evidentemente non è un Mio tema, ma una questione su cui vale la pena riflettere seriamente, anche in modo collettivo.

Impegnarsi attivamente per modificare la realtà.

Un tema di grande attualità, anche nella vita civile e politica. Come dimenticare le due giornate del 2008: “Senso e valore politico dell’agire nelle organizzazioni”.

I temi più politici sono proprio quelli legati al come si fa.

L’intersoggettività, ovvero l’incontro più generativo, quello tra diversi.

La possibilità di tenere insieme dimensioni razionali e dimensioni affettive.

Ancora Orsenigo nella sua relazione iniziale ci ricorda che le passioni, i sogni, i desideri sono elemento cruciale, motore della generatività, dell’evoluzione.

Appassionarsi alla propria esistenza e a quella degli altri, implica la capacità collettiva e soggettiva di vedere, nonostante tutto, la vitalità e di dare senso alle mancanze, non solo in termini persecutori.

Arrabbiarsi, spendersi per sostenere, animare i propri (del gruppo, dell’organizzazione) valori. Esser disposti al conflitto.

Ma attenzione: rabbia e contro-dipendenza possono distruggere, forse fecondare, abusare. Il generare innovazioni evolutive richiede la presenza del contatto emotivo con l’altro.

Muro

Se è così difficile, come sembra, trovare luoghi di ricomposizione e reinterpretazione di questa crisi, che possano (o riescano ad) accogliere e gestire anche il conflitto, il rischio che la rabbia prenda il sopravvento è molto presente, almeno quanto lo è la crisi, per come ognuno soggettivamente o individualmente la sta vivendo (v. fenomeno dei forconi (?) e crisi di tutte le forme di rappresentanza di istanze di qualunque natura, da quella politica a quella sociale, dai sindacati ai partiti).

Non abbandoniamo il pensiero generativo, l’ipotesi che è possibile generare evoluzioni o opportunità di evoluzioni anche nei momenti in cui la crisi è già esplosa. O nei momenti in cui la crisi è dentro le organizzazioni in osmosi con quanto accade fuori.

Informazioni su diletta76

Ho iniziato con le ricerche di mercato e i sondaggi d'opinione e ho proseguito con la ricerca sociale. Mondi diversi in cui però ho potuto fino ad ora sempre sperimentare. Questa fase è ancora più ricca, se possibile, di opportunità e novità: vedo il blog Appunti di Lavoro come uno strumento di lavoro importante, che mi consente di confrontarmi con colleghi, di proporre progetti, analisi, punti di vista. In qualche modo di contribuire per una piccola parte alla ricerca, appunto, nella complessità del mondo in cui oggi viviamo.
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8 risposte a Generare evoluzioni e opportunità in situazioni di crisi (e buon anno!)

  1. Pingback: Crisi: come farvi fronte? #psicosociologia | Mainograz

  2. Pingback: Generare evoluzioni e opportunità in situazioni di crisi (e buon anno!) |di diletta76, da Appunti di lavoro « POLITICHE SOCIALI e SERVIZI

  3. adele ha detto:

    Auguri Diletta, e grazie per le tue parole che ho ricevuto in posta questa mattina. Sto aprendo tra mille difficoltà ma anche tanta energia uno spazio di coworking a Viareggio, e molte cose che hai scritto mi saranno utili in questo 2014 denso di novità e scoperte.

    • diletta76 ha detto:

      In bocca al lupo per tutto! E grazie della tua lettura. Mi sembra che gli spunti offerti da Orsenigo nel corso di quella giornata ci potranno essere utili non solo per il 2014… Ancora buon anno!

  4. marinamariani ha detto:

    Alcune esperienze personali e professionali mi hanno messo in stretto contatto in questi ultimi mesi con strutture sanitarie ed ospedaliere e di queste esperienze ne sto facendo riflessione. Una prima ipotesi che si è affacciata in questi giorni è che l’empatia non sia sufficiente in situazioni di crisi di identità professionale, generazionale ed economica a generare non dico processi generativi ma anche solo istanti. Riflettevo che occorre come dice Ernest Bloch di un “principio speranza” che smuova sia la forza del cuore e del sogno che la volontà della mente per costruire un percorso d’apprendimento relazione in grado di ripensare il bene comune e la dignità umana

    • diletta76 ha detto:

      Grazie Marina, nella giornata Studio non è circolata la parola “empatia”, almeno non che io ricordi… diciamo che non si è fermata dalle mie parti. Credo che con la riflessione sulla generatività si sia voluti andare con maggiore decisione verso una relazione paritaria, affettiva e razionale con gli oggetti di lavoro e tra le persone. proprio come dici “un principio di speranza”. Buon 2014!

  5. rossella elisio ha detto:

    Cara Diletta, grazie per la sintesi che aiuta a riprendere la ricchezza di quella Giornata di Studio e a rinverdire lo spirito che ci accomuna noi bloggisti di Appunti di lavoro: provare a modificare/influenzare la realtà per ciò che ad ognuno di noi è possibile, consapevoli che non è più tempo di aspettare che lo facciano “altri”.
    un abbraccio, Rossella

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