Open Day scolastici, Guida (semiseria) alla sopravvivenza per genitori

Febbraio, mese di iscrizioni (on-line) per gli studenti che si affacciano al primo anno delle scuole statali di ogni ordine e grado.

E’ ormai prassi consolidata che questa finestra temporale sia preceduta da una serie di Open-Day in cui le scuole si presentano e cercano di accaparrarsi nuovi studenti.

Quest’anno siamo coinvolti anche io e mia moglie, genitori di un piccolo di cinque anni…

Sono sopravvissuto, anche se è stata dura, e ho (faticosamente) maturato alcuni apprendimenti che vorrei condividere con gli amici di “Appunti di Lavoro”.

Ecco allora cinque (semiserie) Regole per sopravvivere agli Open Day scolastici:

1)     Se decidete di chiedere pareri ai genitori che sono già passati, siate preparati a gestire le risposte contradditorie! Noi, lo ammetto, nonostante i buoni propositi, ci siamo cascati.

Facendo finta di nulla, all’uscita dall’asilo, mia moglie, tra una ricetta ed un pettegolezzo da parrucchiere, buttava lì <<Ma…so che hai un bambino più grande. Dove ha fatto le scuole elementari?…>>

Basta dare il la: i pareri su insegnanti, struttura scolastica, piatti della mensa, comodità dei parcheggi e quant’altro si sprecano.

Peccato che non ce ne siano due, dico due, che siano conciliabili: si passa da descrizioni liriche del paradiso terrestre all’identificazione del tal insegnante con mitologici mostri e demoni. C’è da rimanere disorientati…

2)     Osservate i collaboratori scolastici. L’ho già scritto più volte, ritengo il ruolo del collaboratore scolastico davvero essenziale per il buon funzionamento della scuola e per il benessere degli alunni. Quando andate agli Open Day cercateli, guardateli negli occhi, esprimete, almeno con lo sguardo, la fatidica domanda: <<Secondo Lei, signor collaboratore, mi posso fidare a lasciar qui mio figlio?>>

Il collaboratore scolastico è portatore di un punto di vista unico su quell’ambiente educativo, spesso si trova nella tal scuola ancora prima che le mura venissero erette e ne conosce ogni segreto, non è assillato da un programma didattico ed è un vero artista della relazione.

Lo sguardo del collaboratore cui viene richiesto un parere sulla scuola, lo dico con l’esperienza dell’educatore che in classe ci ha bazzicato per anni, raramente inganna…

3)     Cercate di parlare con i docenti che insegneranno nella Classe Prima. Non ve li hanno presentati? Che vi sorga il sospetto: erano nascosti in incognito tra i genitori? Già vi studiavano per prevenire le vostre future mosse? Oppure la Direzione li ha chiusi in un armadio, ritenuti non adatti ad una presentazione pubblica che, indubbiamente, non è appannaggio di tutti sostenere?

O, ancora, il dubbio più atroce: in quella scuola ancora non si ha la minima idea di quali saranno i docenti che insegneranno in Prima?!

4) Aggiornatevi rispetto al nuovo linguaggio scolastico. Sarete stupiti dalla quantità di termini di cui si conosce poco il significato. Può essere utile un piccolo glossario. Il POF è il Piano dell’Offerta Formativa, i BES sono i Bisogni Educativi Speciali (ne scriviamo  qui), il Tablet è la tavoletta elettronica destinata a soppiantare i libri di testo (speriamo non soppianti anche le uscite didattiche e i laboratori…), le LIM sono le Lavagne Interattive Multimediali: fa molto fico, per un istituto, avercele. Sono fantastiche ma costano molto: dove trova le risorse la povera scuola italiana? Sul tema aveva una interessante teoria il mio amico M., collaboratore scolastico (mediano metodista e complottista) nell’ultima scuola dove ho lavorato. M. faceva notare l’inquietante coincidenza tra la comparsa delle LIM nelle nostre classi e la contemporanea, pressoché totale, cancellazione delle forniture di carta igienica nei bagni. In fondo la vita è una questione di priorità…

5)     Non portatevi i bambini, anzi sì. Indubbiamente, gli Open Day sono pensati soprattutto per i genitori. Interminabili spiegazioni di aspetti pratici (la palestra, la mensa, i costi) e didattici (il POF, i Laboratori), ben poco, ho notato, che coinvolga veramente e da subito gli studenti in erba…

Mi sarebbe tanto piaciuto sentir parlare, anziché di menù, trasporti in palestra e dotazioni informatiche, di cosa realmente si farà, in quella scuola, per compiere il miracolo più grande: appassionare i bambini allo studio.

Non ho avuto questa fortuna e, all’uscita dall’Open Day, ero già pentito di essermi portato mio figlio: si sarà annoiato, ho pensato, inizia già male la scuola ed è colpa mia…

Però, in macchina, ho chiesto al piccolo se la visita gli fosse piaciuta.

<<Si>> mi ha risposto, dopo qualche istante di esitazione

<<E cosa ti è piaciuto?>> ho insistito.

<<I bambini>>

E’ vero, però.

Ripensandoci, i bambini di quella scuola sembravano piuttosto sereni, in classe…e il mio piccolo su cos’altro si sarebbe dovuto (istintivamente) concentrare, se non su tale aspetto?

Mi sento già meglio, fortuna che non sono andato all’Open Day da solo!

Post Scriptum

Lo so, oramai è tardi e avrete, come me, già cliccato sul tasto “Inoltra Domanda” del sito di iscrizioni on line del MIUR…però c’era tempo fino al 28 febbraio…o siete anche voi come quella mia amica che, alle 00.01 del 3 febbraio (il primo minuto del primo giorno di apertura delle iscrizioni) era già connessa al sito ministeriale?  ;-)

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3 risposte a Open Day scolastici, Guida (semiseria) alla sopravvivenza per genitori

  1. Pingback: Le bianche ispezioni – Parte 2 | Appunti di lavoro

  2. Eleonora Cirant ha detto:

    W i bambini!! Bello, grazie Davide

  3. matteoloschiavo ha detto:

    Open day. Da strumenti al servizio di…. a riti cui officianti e pubblico si presentano in maschera. Momenti collettivi in cui è molto difficile entrare nel merito delle parole d’ordine e delle sigle che dicono tutto senza spiegare niente, rompere le righe e chiedere il perchè e il percome, rendere conto della “politica” di quella specifica scuola, viziati forse all’origine da quell’inglesismo al singolare.

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