Le bianche ispezioni – Parte 2

Le  scuole, come i tribunali, gli ospedali, o altre istituzioni pubbliche, possono essere oggetto di ispezioni.  Se ci sono grossi problemi nella gestione di una scuola, contenziosi nelle relazioni interne, cattivo funzionamento degli organi collegiali, ripercussioni sulla didattica, l’Ufficio Scolastico Regionale può decidere di avviare un’ispezione.

L’ispezione ha l’obiettivo di “verificare che tutto si svolga regolarmente” (diz. Gabrielli), controllando cioè il rispetto delle norme che regolano la vita di un’istituzione. In altre parole si verifica se, da parte del Dirigente scolastico, degli organi collegiali, del corpo docenti non ci siano state violazioni di legge.

Il complesso funzionamento di una scuola credo non possa racchiudersi esclusivamente nel non violare la legge. Certo, nel caso questo avvenga è (sarebbe) da sanzionare. Il funzionamento di una scuola, forse, può anche essere pensato come capacità di chi è chiamato a produrre, direttamente o indirettamente, quel servizio ad interpretare i mandati (le leggi) ministeriali ed adattarli in base alle esigenze ed alle specificità di quella singola scuola. Questa capacità richiede una buona dose di intraprendenza, di rischio, di condivisione interna degli orientamenti di quella scuola, di definizione di obiettivi specifici in grado di declinare quelli generali previsti dalla normativa.

Per attivare processi organizzativi più aperti e vitali sono richieste competenze nella gestione, abilità nelle comunicazioni, capacità di gestione dei conflitti e del lavoro di gruppo, sforzi nell’individuazione e definizione dei problemi cui la scuola deve far fronte, confronto aperto con gli sconquassi che stanno avvenendo nel contesto esterno per sviluppare ipotesi sui fenomeni sociali e trovare risposte sufficientemente adeguate. Soprattutto ci sembra sia importante che si riesca a rendere più concreta la responsabilità sociale della scuola, a trovare cioè qualche elemento aggregante concreto dentro le parole d’ordine che riempiono i POF o gli OPEN DAY.

Si tratta per la maggior parte di fattori e dimensioni che le leggi non possono certamente attribuire alle persone, ma che costituiscono il valore aggiunto di un gruppo di insegnanti, di un collegio docenti, di una scuola. Quando un mix sufficiente di questi elementi per qualche ragione viene meno, quando il funzionamento organizzativo di una scuola si arrocca su circolari, provvedimenti disciplinari, chiusure in nome di un divinità superiore (la privacy, la sicurezza) la scuola corre il rischio di entrare in una logica “difensiva”. E invece di trovare le risorse per rimettere al centro i problemi ed i desideri delle persone ad affrontarli, ci si trincera dietro le norme e chi ha la responsabilità ultima del funzionamento dell’istituzione (l’USR, provveditore sul territorio del Ministero) per far tacere gli animi manda l’ispettore.

Il quale farà una relazione che dirà che violazioni di legge (per fortuna) non ce ne sono state, che forse si il clima è teso, ma questo non rientra nell’ambito di sua competenza. La ricerca di un’autorità esterna in grado di dirimere i problemi può avere come esito il rinvio di decisioni scomode, lasciando la scuola al suo rosa pallido, incerta fra bianco e rosso.

Informazioni su Vassallo&LoSchiavo

Blog-colleghi, condividiamo esperienze professionali, personali, formative con la scuola, snodo cruciale tra i tanti che caratterizzano la nostra vita. Partiamo da episodi specifici che ci succedono o che osserviamo come formatori, genitori e cittadini e attraverso un dialogo riflessivo proviamo ad ampliare il pensiero e a collocare l’”oggetto” scuola all’interno di cornici relazionali e di senso, più ampie, che ci coinvolgono nel quotidiano.
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