Se me lo dicevi prima…

Tra poco sarà un anno che siamo senza Jannacci.

Lui, che aveva orecchio, certe cose le capiva al volo e ci torna in mente spesso, da ultimo in questi giorni.

Giorni (mesi, anni) traboccanti di discorsi pubblici in cui si parla di “Priorità del lavoro”, inclusione lavorativa, occupazione giovanile.

Ma la realtà culturale dominante è contradditoria: enunciazioni di principio che definiscono il Lavoro una risorsa che si avvicina ad un Bene Comune (caratterizzato dalla non esclusività di accesso)  e comportamenti che lo concretizzano come un Bene Sottraibile, in cui è normale e lecito pensare che il successo di qualcuno escluda l’accesso di altri, meno attrezzati.

C’è da chiedersi, allora, se futuri Jobs act potranno prevedere, oltre che norme inclusive, anche strumenti di azione culturale, in grado di cambiare il modo di percepire il lavoro e i meccanismi di accesso allo stesso.

Intanto ne parliamo su “Appunti”, cercando di “dire” l’indicibile del lavoro e, possibilmente, come suggeriva il vecchio Enzo, dirlo prima!

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