Volevo essere Geppetto… Modi per ricordare Mario Lodi

Già, un artigiano, uno che si sporca le mani, che aiuta ciò che è ancora informe, immaturo, a prendere forma e ad assumersi un ruolo nella vita.
Uno che, se obbligato, confessa anche ispirazioni di ambito teorico, certo (Piaget, Freinet, Bruner, Vygotskij…), ma te lo dice a mezza voce, con un tono che ti fa capire: “se pensi che basti quello, sei fuori strada…sono i bambini, devi partire da loro per comprendere se quel che stai facendo è giusto…”. Insomma, per capire se riuscirai ad aiutare un pezzo di legno, un burattino, a trasformarsi in un bambino libero.

Ci possono essere molti modi per ricordare Mario Lodi, di seguito proponiamo una serie di articoli e contributi recentemente apparsi in rete. Sono tutti bellissimi

Da collega a collega, l’articolo uscito sulla rivista Gli asini, n. 9, aprile/maggio 2012   della pedagogista Grazia Honneger Fresco su Mario Lodi  che viene riproposto per tutti.

Un’intervista a Mario Lodi di Simonetta Fiori (La Repubblica) in occasione del suo 90 compleanno, in cui si mescolano ricordi di vita, speranze di cambiamento, difficoltà di agire.

Il documentario del 1979 di Vittorio de Seta sulla scuola di Vho.

Il profeta disarmato, secondo Marco Belpoliti, su La Stampa, rilanciato da il Mosaico di pace.

Tullio de Mauro, così lo ricorda su La Repubblica.

Lo scrittore Giorgio Fontana lo ricorda con un paio di passaggi dal libro Il paese sbagliato;

Il pezzo uscito su Internazionale, con una bella foto del maestro fra un brano tratto da C’è speranza se questo accade al Vho ed un altro estratto da Favole di pace.

E tanti altre ce ne sarebbero, per chi vuole segnalarli. Certo è che leggendoli, guardando i filmati con i bambini a Vho, risfogliando i suoi libri, o rileggendo Cipì ai figli, scorre un sentimento ed una emozione difficili da esprimere.

A noi piace ricordarlo con quel suo desiderio giovanile “Non volevo fare l’insegnante, volevo essere come Geppetto”, che esprime benissimo la sua umanità e il senso del fare che lo distingueva.

Il Novecento ha regalato all’Italia grandi maestri (Lodi, Milani, Montessori, Dolci, Castellani…), figure eccezionali che hanno fondato scuole, scritto moltissimo, ispirato generazioni di educatori, fondato movimenti, riviste. Oggi ci sono buoni pedagogisti, tra gli insegnanti e gli educatori abbiamo anche dei buoni scrittori (qualcuno più che discreto), ma a chi di loro ci ispiriamo per cambiare radicalmente la scuola (e la società)?

Facciamo parte di una generazione più limitata, in cui forse è più difficile avere coraggio. Però una cosa la possiamo fare, una cosa “alla Mario Lodi”: laddove possiamo, laddove abbiamo possibilità di azione, cerchiamo di essere buoni artigiani, cerchiamo di lavorare a favore di teste “ben fatte” anziché per “teste piene”. Può darsi che, tra le teste ben fatte della nuova generazione, si nasconda un nuovo Mario Lodi.

Informazioni su Vassallo&LoSchiavo

Blog-colleghi, condividiamo esperienze professionali, personali, formative con la scuola, snodo cruciale tra i tanti che caratterizzano la nostra vita. Partiamo da episodi specifici che ci succedono o che osserviamo come formatori, genitori e cittadini e attraverso un dialogo riflessivo proviamo ad ampliare il pensiero e a collocare l’”oggetto” scuola all’interno di cornici relazionali e di senso, più ampie, che ci coinvolgono nel quotidiano.
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2 risposte a Volevo essere Geppetto… Modi per ricordare Mario Lodi

  1. Pingback: Valutare la scuola, gli insegnanti, i presidi, gli alunni? Ognuno ha la chiave giusta… | Appunti di lavoro

  2. ovittorio ha detto:

    grazie…post prezioso che giro subito alla colleghe del settore ‘infanzia’ (e non solo…) …
    e poi la sollecitazione finale…forse non mancano persone con idee e parole, è saltata la possibilità di condivisione, il riconoscimento reciproco, il riferimento ad un sapere rispetto a cui poter valutare ‘tò, ‘sta cosa è nuova! mi fa capire meglio il mondo!’….
    vittorio

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