Romanzi che aiutano a dire l’indicibile_2: 60 giorni e finiscono i soldi

Un diario che aspira a farsi romanzo, come indicato fin dalla copertina. Diario per esprimere le molteplici e non sempre facilmente dicibili emozioni, sentimenti, paure, ansie e angosce del trovarsi senza lavoro.60-giorni-e-finiscono-i-soldi-di-Ludovica-Amat

Se in Arredo casa e poi m’impicco si assisteva alle vicissitudini di un  trentenne “abituato” a confrontarsi con la precarietà dei lavori, qui la protagonista, che improvvisamente si trova senza lavoro è una donna, intorno ai 45 anni, professionista affermata nel campo della comunicazione, un figlio adolescente (e saggio), separata. Quando si trova nella condizione di senza lavoro è costretta a rivedere tutti i suoi riti e ritmi – alcuni molto milanesi – mai messi, ingenuamente, in discussione fino a quel momento: un bel loft in un’ex area industriale; la casa in affitto nella riviera ligure di levante; le vacanze; il lavoro che arriva senza andarlo troppo a cercare

La protagonista si scopre fragile, impaurita, sola. Il diario ci accompagna in questa progressiva discesa verso la perdita di status, di identità. Uno scivolamento verso la depressione e la paura di non contare più per gli altri:

E’ il secondo giorno di stallo cerebrale. Nessuno mi richiama o risponde alle e-mail. La sfiducia mi invade. … Ho paura di chiamare la gente, paura che non mi rispondano, che non mi diano retta, di avere il tono sbagliato. Mi sento scivolare… Comincio a pensare che questo mio sia un lavoro da cialtroni, dove la spunti se sei aggressivo, se la racconti bene….”

Eppure paura e sofferenza permetteranno alla protagonista di guardare in modo diverso sé stessa, le persone e le relazioni e di ri-scoprire, in sé e negli altri, la dimensione della solidarietà, della comprensione, dell’ascolto. Dal fratello con cui non aveva avuto significative relazioni in passato, al signore che le faceva i mestieri nel loft, diventato imprenditore e che le chiede di aiutarlo a stare sul mercato, alla c

oppia gay che vuole promuovere un materassino per il benessere e ha bisogno di una campagna di comunicazione.

La crisi e le trasformazioni del lavoro portano a rivedere orizzonti passati. Il paesaggio è cambiato ma i confini non sono ancora tracciati e sicuramente non saranno più come quelli di prima. Niente certezze, loft, mutui, vacanze o case-in-affitto-al-mare; nemmeno clienti fissi e lavori stabili. Il NON-lavoro riverbera sulla protagonista sensi di colpa e inadeguatezza. Ma nella storia non emergono ipotesi sul perché la protagonista, e tanti come lei, si trovi in questa situazione. Un diario che non diventa romanzo perché si ferma su questa difficile soglia.

ps. Grazie A Barbara Di Tommaso (e al suo libraio) per i sempre interessanti suggerimenti letterari. Il prossimo è Lavoro a mano armata!

Informazioni su matteoloschiavo

Psicosociologo e cuoco, svolge attività di formazione, consulenza e ricerca con organizzazioni lavorative, pubbliche e private, impegnate nel campo della produzione di servizi territoriali (sociali, socio-sanitari, sanitari, educativi, della sicurezza).
Questa voce è stata pubblicata in Indicibile sul lavoro, L'indicibile sul lavoro e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Romanzi che aiutano a dire l’indicibile_2: 60 giorni e finiscono i soldi

  1. Pingback: L’indicibile sul lavoro. Stato di avanzamento #2 | Appunti di lavoro

  2. carlo.dainese ha detto:

    Sembra proprio interessante, quanto mai attuale.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...