Compiti per le vacanze

La scuola è finita…anche quest’anno è terminato…archiviato anche l’anno scolastico 2013/2014…

Di incipit ripetitivi ne avrei a disposizione a bizzeffe.

Non dovrei aver paura di stonare con l’ambiente anzi, in fondo, sarei anche coerente con uno dei punti di forza della scuola italiana: ripetere, all’infinito, gli stessi contenuti con la medesima formula.

Per i casi della vita mi trovo a ripercorrere l’intero cursus scolastico (dalla scuola elementare al liceo) a distanza di circa venticinque anni¹.

Umanamente è un’esperienza impagabile, mi ritengo fortunatissimo ad avere avuto quest’occasione. Professionalmente è spesso frustrante: più volte ho sostenuto che un quarto di secolo ha lasciato innegabili tracce d’invecchiamento sulla mia persona ma nemmeno una ruga sulla scuola.

Già, la scuola di oggi è quasi identica a quella di venticinque anni fa!

“Esagerato!”, ribattono colleghi e confidenti “e le riforme che si sono succedute in questi anni?! E le nuove tecnologie?! E la scuola dell’autonomia?!…”.

Di solito, a fronte di tali obiezioni, abbasso il capo, quasi mi vergogno…mi dispiace, forse esaspero veramente e rischio di svalutare colleghi, docenti, dirigenti che non si meritano tanto.

Ma questa volta no!

Stavolta ne ho prove! Posso documentarle ed esibirle di fronte a qualunque tribunale ;-)

A cosa mi riferisco?

Ai compiti delle vacanze.

Pochi giorni fa ho avuto modo di dare un’occhiata alla lista dei libri consigliati per la lettura estiva della classe in cui lavoro come assistente ad personam: una seconda liceo.

Ci sono “I Malavoglia”, “Mastro don Gesualdo”, c’è il Calvino del “Barone Rampante” e de “Il cavaliere inesistente”.

Non possono mancare il Pirandello di “Uno, nessuno e centomila” e quello de “Il Fu Mattia Pascal”.

Unica concessione beat (o almeno mi illudo di leggerla come tale): “La luna e i falò”, di Cesare Pavese.

A quel punto è spontaneamente salita alle mie labbra un’esclamazione colorita che richiama le mie origini sicule e che si potrebbe, con autoindulgenza, tradurre con: Santi Numi!

Mi sono detto: io questa lista l’ho già vista…quando? No, non vorrai dirmi che…

Ebbene sì, quella lista mi ha ricordato tanto una delle liste di libri di lettura per le vacanze, le mie, quelle di venticinque anni fa!

 

Io sono uno di quelli che tengono le cose da parte, si sa mai, possono sempre servire: anche alcuni materiali scolastici.

Non ci crederete: ho trovato, in uno scatolone impolverato della soffitta, la lista incriminata.

Dal nome dalla professoressa assegnataria desumo che l’anno doveva essere quello di terza superiore, e non seconda.

Ma le differenze sostanziali terminano lì.

Per il resto c’è quasi tutto: Verga, Pirandello, Calvino…

Non manca quasi nulla (tranne Pavese) e, in aggiunta, potevamo contare sul fascino esotico due narratori stranieri: il Goethe de “I dolori del giovane Werther” e il Dostoevskij dei “Fratelli Karamazov”.

I commenti sono quasi superflui…eccone alcuni in ordine sparso:

  1. Sono tutti libri bellissimi, con gli anni li ho letti tutti e ne ho amato la gran parte, con una predilezione particolare per Pavese
  2. A sedici anni non li avrei letti nemmeno sotto tortura
  3. A sedici anni non li avrei capiti
  4. Erano già dei classici venticinque anni fa: era semplice recuperare un riassunto da qualche parte
  5. Per la fortuna dei sedicenni di oggi: con la rete è ancora più facile recuperare riassunti di classici
  6. In Italia si producono ogni anno 60.000 libri (164 al giorno, per l’Associazione Italiana Editori)
  7. In oltre quaranta anni la letteratura italiana non ha prodotto nulla che possa costituire una valida lettura per un sedicenne?

La professoressa che, nei giorni scorsi, ha assegnato i compiti, ha, più o meno, la mia età: avrà letto quei libri, a sedici anni? Saranno serviti ad appassionarla alla lettura? Li avrà capiti?

Presumo di si…altrimenti non li avrebbe consigliati ;-)

P.S.

Più che consigliare, mi piacerebbe di più sapere cosa legge un sedicenne e immaginare il perché.

Ma non rinuncio alle responsabilità educative.

Allora: Salinger “Il Giovane Holden”, Benni “Saltatempo”, Brizzi “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, De Carlo “Due di Due”, Mastrocola “Una barca nel bosco”, Baricco “Oceano Mare”.

Ecco i compiti per le vacanze che consiglierei a dei sedicenni…e voi?

 

 

 

¹ Dal 2005 sono educatore ad personam di E., super-ragazzo con una severa cerebrolesione. Con lui ho rivissuto tutte le scuole primarie, le secondarie di primo grado, iniziato il Liceo…anche se da quest’anno il mio affiancamento è più limitato ad una periodica supervisione, mi ritengo parte integrante della squadra e cerco di dare il mio apporto ai colleghi che affiancano E. quotidianamente.

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2 risposte a Compiti per le vacanze

  1. Anonimo ha detto:

    caro Davide,

    questa lista è molto meglio di quelle di Fazio e Saviano.
    Perché?
    perché è meno moralista. la buona letteratura lo è, quasi sempre.
    perché leggere i classici?
    abbiamo molte autorevoli risposte.
    perché non leggerli?
    perché “a sedici anni non li avrei capiti?”
    gli aggiornamenti al 2014 della lista sono di più immediata reperibilità, anche grazie al passa parola social. dovrebbe essere così, se si supera la coltre kinsella. ma anche fosse la kinsella, ad esser scelta o la good feelin’ writing cosa dovrebbe muovere verso la lettura un sedicenne o, meglio ancora un sedicenne come il tuo E.?
    la questione dei riassunti, credo, porti fuori strada, perché riduce il gesto indicativo, teorico, rappresentato da quella lista, alla pura e usuale lotta con il compito.
    certo si può osare di più, e si osa già in molte scuole del regno, ma credo che passare da certi testi, da certe trame, dagli stili che dicono qualcosa di quel che siamo – non solo se si guarda alla letteratura italiana – sia un gesto necessario che indica appunto quel che è superfluo per eccellenza: leggere, appunto. Leggere non per ricordare, conservare, sapere.
    Ma, d’estate soprattutto, leggere per niente. Leggere per leggere.
    Quella lista può, alcune volte, denunciare perfino un piccolo atto di sovversione rispetto all’utile quotidiano dello stesso prof che la propone.
    Così Verga, Calvino, Pirandello diventano o possono diventare rivoluzionari come le Pussy Riots.
    anche perché spesso in questi autori c’è il rovescio di tutto quello che sta sotto l’abbagliante luce azzurra degli schermi e non più tanto sotto il sole giaguaro.

    • davidevassallo ha detto:

      Ciao!
      Grazie per l’intervento che, peraltro, mi permette di specificare meglio il pensiero.
      La mia perplessità, partendo da considerazioni sull’adeguatezza dei contenuti, investe anche le modalità della proposta.
      Sono d’accordo: Calvino può essere tanto rivoluzionario quanto le Pussy Riot.
      Ma perché un sedicenne ne possa apprezzare il valore dirompente, leggendolo da solo, per compito, d’estate…bè, deve essere un adolescente con risorse endogene notevoli; mi vien da dire che forse non ha nemmeno bisogno di consigli di lettura, capace che a Calvino ci arriva da solo…
      Penso che occorra lavorare, e molto, sugli altri, gli adolescenti che queste risorse non le hanno (per storia personale, scolastica o altri limiti).
      Ecco: in questo senso dubito (e ho qualche base di esperienza per farlo) di poterlo appassionare con una lista di classici…
      A meno di non preparare (!) tale lavoro durante l’anno, magari ispirandosi, per quanto possibile, a grandi affabulatori, magari un po’ ruffiani ;-) , ma grandi… http://www.youtube.com/watch?v=_7-PK7XICX8
      A presto!

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